l 20 dicembre 2025, un gruppo composto da 65 organizzazioni della società civile europee e francesi ha diffuso una lettera aperta indirizzata alla Commissione europea, chiedendo di sostenere una proposta di legge francese volta a limitare le pratiche commerciali che alimentano la sovrapproduzione nel settore moda. Secondo i firmatari, le attuali dinamiche di mercato determinano un flusso crescente di articoli immessi sul mercato e rapidamente scartati, con effetti rilevanti sulla gestione dei rifiuti.
Un sistema tessile al limite tra rifiuti e riuso
L’elevato volume di vendite di capi d’abbigliamento nell’Unione europea genera quantità sempre maggiori di prodotti a basso valore di rivendita. Tale situazione sta mettendo sotto pressione raccoglitori e selezionatori di tessili, che faticano a gestire l’aumento dei materiali conferiti. La mancanza di sbocchi di mercato indebolisce la sostenibilità economica delle filiere del riuso.
Le nuove disposizioni europee
La recente revisione della Direttiva quadro sui rifiuti (Wfd) prevede che gli Stati membri introducano sistemi di Responsabilità Estesa del Produttore (Epr) per coprire i costi legati all’elevato numero di prodotti tessili scartati. La normativa consente inoltre di modulare i contributi dei produttori sulla base di criteri legati ai volumi immessi sul mercato e all’ecodesign.
La proposta francese amplifica questi meccanismi prevedendo contributi economici più incisivi verso le pratiche che alimentano la sovrapproduzione.
Le osservazioni della Commissione europea
La Commissione ha sollevato dubbi sulla compatibilità della proposta con la Wfd, chiedendo chiarimenti sull’aderenza delle nuove misure al quadro normativo europeo. Le organizzazioni della società civile evidenziano però che la direttiva permette agli Stati membri di definire livelli e criteri di eco-modulazione nelle proprie legislazioni nazionali.
Secondo tali realtà, lasciare le decisioni unicamente alle organizzazioni che gestiscono i sistemi di Responsabilità Estesa del Produttore comporterebbe il rischio di adottare livelli di ambizione minimi, riducendo l’efficacia complessiva delle politiche Epr.
Le voci della società civile
Emily Macintosh, Senior Policy Officer per i tessili presso l’European Environmental Bureau, ha dichiarato: “La Commissione deve dimostrare coerenza nel contenimento degli impatti del settore moda. I sistemi di Responsabilità Estesa del Produttore devono diventare un vero stimolo affinché i marchi modifichino i propri modelli operativi. È necessario intervenire per limitare il flusso continuo di articoli senza valore di rivendita che raggiungono il mercato globale dell’usato”.
Pierre Condamine, Overproduction Campaigner di Friends of the Earth France, ha affermato: “La proposta francese rappresenta un’occasione per affrontare alla radice il modello di sovrapproduzione dell’industria dell’abbigliamento. Francia e Unione europea possono assumere un ruolo guida garantendo l’adozione rapida della norma nella sua versione più ambiziosa”.











