Il presidente del ComitatoTorino Respira, Roberto Mezzalama, ha inviato una lettera al direttore del Corriere di Torino, in risposta a quella che viene ritenuta una “falsa e pericolosa dichiarazione” dell’assessore all’Ambiente regionaleMatteo Marnati: “Le molecole di carbonio che ci sono a Torino sono meno tossiche che altrove” ha detto l’assessore, commentando i dati sulla qualità dell’aria diffusi qualche giorno fa, e annunciando che avrebbe fornito degli studi scientifici a supporto di questa affermazione.

Mezzalama risponde in maniera piuttosto sarcastica, dicendo prima di tutto che il carbonio non è una molecola ma un elemento e poi spiegando che la tossicità dei suoi composti “non dipende dal codice di avviamento postale nel quale si sono formati o si sono per qualche motivo trovati, ma da una serie di altre caratteristiche“. In sostanza il presidente di Torino Respira smentisce che possa esserci un qualche fondamento scientifico in un’affermazione del genere. Ecco la lettera completa di Mezzalama al Corriere:
“Caro Direttore, ho letto con un po’ di sconcerto sul suo giornale questa affermazione dell’Assessore all’Ambiente della Regione Piemonte che mi ha particolarmente colpito: ‘E dico una cosa in più: le molecole di carbonio che ci sono a Torino sono meno tossiche che altrove, lo proveremo con studi scientifici ad hoc’. Come dovrebbe essere noto a chiunque abbia terminato le scuole dell’obbligo, il carbonio prima di tutto non è una molecola ma un elemento, anzi è ‘l’elemento’ centrale della chimica organica, che forma milioni di composti, alcuni dei quali effettivamente piuttosto tossici, altri decisamente benigni come le proteine della retina che ci consentono di leggere questo scritto. La tossicità dei composti del carbonio però, non dipende dal codice di avviamento postale nel quale si sono formati o si sono per qualche motivo trovati, ma da una serie di altre caratteristiche, come gli altri atomi che li compongono o la loro forma tridimensionale. Non vale nemmeno una etichetta di italianità e tanto meno di “padanità” a cambiare la tossicità dei composti del carbonio. Non esiste la possibilità di denominarli con IGP, DOP o DOCG; quello si fa per le nocciole, per il gorgonzola o per il barbaresco.
Sono piuttosto curioso quindi di sapere quali ‘studi scientifici ad hoc’ la Regione Piemonte ha in serbo nel cassetto oppure si appresta a finanziare, e quali capriole i soggetti finanziati hanno fatto o dovranno fare per cercare di dimostrare la tesi dell’Assessore.
Purtroppo, ogni giorno che passa assistiamo a un tentativo di alcuni politici di strumentalizzare dati tutto sommato oggettivi; lo abbiamo visto durante il COVID e lo vediamo in maniera crescente con il riscaldamento globale. Si tratta di un lento avvelenamento dei pozzi della fiducia, basato su una continua diffusione di mezze verità o di complete falsità, perseguito perlopiù in modo intenzionale e occasionalmente per pura ignoranza.
I dati dell’ARPA sulla qualità dell’aria nel 2025, ad una lettura asettica, dicono due cose distinte: alcuni parametri sono migliorati ed altri no, anzi in alcune zone come Torino (che è la criticità principale in Piemonte) sono leggermente peggiorati per varie ragioni. Ci vuole tanto per dire una cosa del genere in modo onesto e trasparente? C’è veramente bisogno di andare contro alle leggi della fisica e della chimica (e del buonsenso) per cercare di sostenere soltanto la parte che fa comodo? Non sarebbe più serio e responsabile presentare la situazione per quella che è e dire ai cittadini e alle cittadine del Piemonte che il cammino per avere un’aria salubre è ancora molto lungo e non arriverà mai in fondo senza il loro pieno coinvolgimento e senza alcuni cambiamenti profondi del nostro modo di spostarci, di scaldarci, di mangiare e di produrre? E infine non sarebbe più utile perseguire soluzioni che hanno dimostrato di funzionare in mezzo mondo a costi accettabili invece di annunciare soluzioni roboanti e futuribili, non provate ed estremamente costose?”











