“A seguito delle dichiarazioni della Società ViAmbiente diffuse sul Giornale di Vicenza in merito a supposti incidenti verificatisi nell’impianto, ribadiamo il nostro diritto e la nostra ferma volontà a ottenere spiegazioni chiare, esaurienti e documentate di quanto accaduto, a tutela della salute di chi lavora nell’impianto e di quanti vivono nel territorio circostante”. Così il Coordinamento Non Bruciamoci il Futuro di Schio a margine del presidio che sabato 24 gennaio ha acceso i riflettori sull’inceneritore del comune veneto, dopo le immagini pubblicate da VicenzaToday.it che mostrano “principi di incendio” e dispersione anomala di polveri sottili.
ViAmbiente ha minimizzato definendo i fatti come parte del “normale funzionamento” e negando criticità o elementi di preoccupazione. Ma gli attivisti non accettano le spiegazioni e rilanciano:
Se la Società ViAmbiente davvero intende “tutelare la propria immagine e il proprio operato in ogni sede opportuna nei confronti di chiunque diffonda informazioni false o fuorvianti riguardanti la sicurezza dell’impianto e la salute delle persone”, lo faccia rispondendo in maniera ufficiale alle poche, semplici domande che seguono:
– La Società smentisce o conferma che le polveri che nelle immagini fuoriescono da una conduttura danneggiata e si spargono nell’ambiente sono effettivamente le ceneri leggere provenienti dall’elettrofiltro?
– La Società smentisce o conferma che a tale materiale, classificato con il codice EER 19.01.13*, “ceneri leggere contenenti sostanze pericolose”, è attribuito un codice con caratteristica di Pericolosità relativa a sostanze cancerogene, tossiche per la riproduzione, tossiche per aspirazione, irritanti per la cute e per gli occhi, corrosive ed ecotossiche?
– La Società smentisce o conferma che, in merito al trattamento e movimentazione di tali ceneri, l’Autorizzazione Integrata Ambientale dell’impianto prescriva di porre la massima attenzione al fine di evitare ogni possibile trasporto eolico delle polveri, che dovrebbero inoltre essere conservate in contenitori che ne garantiscano la tenuta?
– La Società è in grado di dichiarare, allegandone opportuna documentazione, in quali date, comprese tra la pubblicazione del video e la dichiarazione rilasciata ieri alla stampa, gli organi competenti citati, ARPAV e Spisal, hanno effettuato controlli sulle presunte criticità dell’impianto e con quale esito?
Attendiamo risposte esaurienti e sollecite a queste domande, formulate da cittadine e cittadini che, lo ricordiamo, sono PROPRIETARI e non SUDDITI, e non si faranno certo zittire da chi intende adire contro di loro le vie legali, sostenendone le spese con denaro pubblico.
NON BRUCERETE IL NOSTRO FUTURO!











