Inquinamento atmosferico, pediatri Isde: priorità sanitaria anche a Roma

Sebbene la Capitale presenti valori medi migliori rispetto ad altre grandi città italiane, i dati raccolti da Isde indicano che l’esposizione agli inquinanti atmosferici resta un problema rilevante per la salute pubblica, in particolare per bambini, adolescenti e donne in gravidanza, alla luce dei nuovi limiti europei in vigore dal 2030.

Inquinamento atmosferico, pediatri Isde: priorità sanitaria anche a Roma

L’inquinamento atmosferico rappresenta una priorità sanitaria che riguarda anche Roma, nonostante livelli medi inferiori rispetto ad altri grandi centri urbani. A evidenziarlo è il rapporto nazionale Cambiamo Aria. Salute e inquinamento atmosferico nelle città italiane, pubblicato da Isde Italia, che analizza in modo sistematico la qualità dell’aria nelle principali città del Paese sulla base di dati ufficiali provenienti dalle reti regionali di monitoraggio, da Ispra e dalle Arpa/Appa.

Secondo Laura Reali, pediatra, presidente di Isde Roma e Lazio e membro della Commissione età evolutiva dell’Ordine dei Medici di Roma, le evidenze scientifiche consolidate indicano che l’esposizione cronica a polveri sottili (PM2,5 e PM10) e biossido di azoto (NO₂) è associata a un aumento di patologie respiratorie, cardiovascolari e neurologiche, oltre a una mortalità prematura stimata in oltre 50.000 decessi annui in Italia e circa 300.000 in Europa, secondo le principali agenzie sanitarie internazionali.

Il rapporto Isde mette in luce differenze significative tra le città monitorate. Torino e Milano risultano tra i contesti più critici, mentre Roma presenta valori medi relativamente più bassi. Tuttavia, questo dato non viene considerato rassicurante. I limiti attualmente in vigore, infatti, sono meno stringenti rispetto a quelli che entreranno in vigore dal 2030, in base alla nuova normativa europea allineata alle raccomandazioni dell’Organizzazione mondiale della sanità. Alla luce dei nuovi standard, nessuna grande città italiana, Roma compresa, può considerarsi pienamente protetta dall’esposizione cronica agli inquinanti atmosferici.

Il tema assume una rilevanza particolare in età pediatrica. Un organismo in crescita risulta più vulnerabile agli effetti degli inquinanti, poiché apparato respiratorio, sistema nervoso centrale e sistema immunitario sono ancora in fase di sviluppo. L’esposizione precoce è associata non solo a un aumento di asma e infezioni respiratorie, ma anche a disturbi del neurosviluppo, difficoltà attentive e esiti avversi già in epoca prenatale. Secondo i pediatri Isde, la tutela della qualità dell’aria per bambini e adolescenti rappresenta un investimento diretto sulla salute futura della popolazione.

Il rapporto Cambiamo Aria richiama inoltre la necessità di interventi strutturali per ridurre l’impatto sanitario dell’inquinamento. Tra le misure indicate figurano la riduzione del traffico motorizzato privato, il potenziamento del trasporto pubblico alimentato da fonti rinnovabili, la promozione della mobilità attiva, l’efficientamento energetico degli edifici e una pianificazione urbana orientata alla salute. Si tratta di azioni già adottate in numerose città europee, in grado di produrre benefici sanitari misurabili anche nel breve periodo.

In questo contesto, secondo Isde, il ruolo dei medici e dei pediatri assume una valenza centrale. Oltre alla gestione clinica delle conseguenze sanitarie, viene sottolineata la responsabilità di contribuire alla promozione di politiche di prevenzione, basate su evidenze scientifiche e orientate alla tutela delle fasce più vulnerabili. Come ribadito anche dall’Ordine dei Medici di Roma, la protezione della salute passa sempre più attraverso un approccio One Health, che integri ambiente, salute umana e qualità della vita nei contesti urbani.

A questo link è disponibile il Rapporto.

 Qui è possibile vedere l’andamento degli inquinanti a Roma nel periodo 2013-2025.

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