Il dibattito sulla Città 30 di Bologna si intreccia con i dati ufficiali del report 2025, pubblicato dall’Amministrazione comunale a pochi giorni dalla sentenza con cui il Tar Emilia-Romagna ha annullato il Piano del traffico urbano e le ordinanze istitutive delle zone a 30 km/h. Il tribunale ha accolto il ricorso di due tassisti, sostenuti da Fratelli d’Italia, ritenendo che i limiti introdotti non abbiano carattere temporaneo e interessino una porzione troppo ampia del territorio comunale, pari a circa il 70% della città, senza una motivazione puntuale legata alle specificità delle singole aree.
Il Comune ha annunciato l’intenzione di proseguire il percorso della Città 30, intervenendo sugli atti amministrativi. Nel frattempo, il report consente per la prima volta di tracciare un bilancio complessivo basato sul confronto tra i primi due anni di applicazione del limite generalizzato (2024-2025) e il biennio precedente (2022-2023), escludendo gli anni segnati dall’emergenza Covid-19.
Il quadro che emerge evidenzia miglioramenti strutturali nella sicurezza stradale, cambiamenti nelle abitudini di mobilità e effetti misurabili sul contesto ambientale urbano.
Meno incidenti e vittime sulle strade cittadine
Nel confronto tra i due bienni, il numero delle persone decedute sulle strade di Bologna passa da 39 a 22, con una riduzione del 43,6%, pari a 17 vite risparmiate. Diminuiscono anche gli incidenti stradali complessivi (-12,5%) e le persone ferite (-7,2%), mentre vengono scongiurati 709 incidenti rispetto al periodo pre-Città 30.
Secondo le stime basate sui parametri del Ministero dei Trasporti, la riduzione dell’incidentalità comporta un risparmio dei costi sociali per la città di Bologna vicino ai 66 milioni di euro, considerando minori danni a persone, veicoli e infrastrutture.
Nel solo 2025, rispetto alla media 2022-2023, il numero dei decessi registra un calo del 38%, mentre gli incidenti diminuiscono di oltre il 13% e le persone ferite di circa il 5%. I miglioramenti risultano particolarmente marcati lungo le 14 principali strade radiali monitorate, dove gli incidenti calano del 20,1% e i feriti del 20,7%, valori nettamente superiori alla media cittadina.
Un dato rilevante riguarda la localizzazione degli eventi più gravi: 9 dei 12 incidenti mortali del 2025 si sono verificati su strade dove è rimasto in vigore il limite di 50 km/h, confermando il legame tra velocità più elevate e gravità degli scontri.
Riduzione degli incidenti più gravi
I dati sanitari forniti dalla Centrale operativa 118 Emilia Est mostrano una diminuzione del 22,2% degli incidenti classificati in “codice rosso”, ovvero quelli con imminente pericolo di vita, nel confronto tra il 2025 e il 2023. A fronte di una sostanziale stabilità degli eventi in codice giallo, aumenta invece la quota degli incidenti in codice verde, indice di una riduzione complessiva della gravità degli scontri.
Velocità eccessiva prima causa di incidentalità
L’analisi delle violazioni al Codice della strada accertate dalla Polizia Locale nel corso del 2025 conferma che la velocità eccessiva resta il comportamento di guida più frequentemente associato agli incidenti (39,6% dei casi). Seguono la mancata precedenza (19,6%), le manovre scorrette (10,8%), il mancato rispetto della segnaletica e la guida sotto l’effetto di alcol o droghe.
Le sanzioni per superamento dei 30 km/h risultano contenute, anche in ragione delle modalità tecniche richieste dalla normativa per il loro accertamento. Nel complesso, nel 2025 la Polizia Locale ha effettuato 94 giornate di controlli, fermando 7.230 veicoli ed elevando 962 sanzioni, con particolare attenzione ai comportamenti più pericolosi.
Meno traffico, più bici e bike sharing
Accanto agli indicatori di sicurezza, il report evidenzia un cambiamento progressivo nelle modalità di spostamento. Nel 2025 i flussi di traffico veicolare calano di circa il 9% rispetto al periodo pre-Città 30, pari a oltre 20 mila veicoli in meno in un giorno feriale medio sulle principali arterie cittadine.
Di segno opposto l’andamento della mobilità ciclabile, che registra un incremento del 19% rispetto alla media 2022-2023, con oltre 461 mila transiti in più nei principali punti di monitoraggio. Continua anche il forte sviluppo del bike sharing, che nel 2025 supera le 3,6 milioni di corse, con un raddoppio rispetto al periodo precedente e un aumento significativo degli utenti mensili attivi.
Migliora la qualità dell’aria
L’attuazione della Città 30 si inserisce in un contesto di progressiva riduzione dell’inquinamento da traffico. I dati della centralina Arpae di Porta San Felice indicano nel 2025 un valore medio annuo di NO₂ pari a 31 µg/m³, in calo del 24,4% rispetto alla media 2022-2023. Si tratta del secondo valore più basso dell’ultimo decennio, con livelli stabilmente inferiori alla soglia dei 40 µg/m³ superata in modo ricorrente negli anni precedenti.
Interventi sullo spazio pubblico e prospettive
Prosegue parallelamente il programma pluriennale di interventi sullo spazio pubblico, il cui valore complessivo ha superato i 35 milioni di euro, destinati a moderazione della velocità, messa in sicurezza di incroci e attraversamenti, ampliamento di piste ciclabili, percorsi pedonali e aree scolastiche.
Secondo l’assessore alla Mobilità Michele Campaniello, il confronto tra i primi due anni di Città 30 e il periodo precedente mostra un cambio di passo strutturale nella sicurezza stradale bolognese. In particolare, il fatto che la maggior parte degli incidenti mortali continui a verificarsi su strade a 50 km/h conferma quanto indicato dalla letteratura scientifica: ridurre la velocità media è uno degli strumenti più efficaci per diminuire la probabilità e la gravità degli incidenti, soprattutto a tutela degli utenti più vulnerabili.











