Migliora la qualità dell’aria nel Lazio e in particolare a Roma, secondo quanto riporta l’Arpa regionale nel report “Dati e trend sulla qualità dell’aria nel Lazio 2021–2025”. Nel 2025, per la prima volta, a Roma non si sono registrati superamenti dei limiti di biossido di azoto (NO₂), l’inquinante maggiormente legato al traffico veicolare. Anche le polveri sottili PM10 e PM2.5 si mantengono stabilmente al di sotto delle soglie previste dalla normativa.
Nessuna delle 13 centraline di monitoraggio presenti nell’agglomerato romano ha rilevato superamenti dei limiti fissati dal decreto legislativo 155/2010. In particolare, i livelli medi annui di NO₂ sono rimasti sotto i 40 µg/m³, mentre le stazioni storicamente più critiche per il PM10 hanno registrato un significativo calo dei giorni di superamento.
“Un risultato strettamente collegato al rinnovamento del parco autoveicoli circolante e ad altri provvedimenti introdotti dall’amministrazione comunale – dice l’assessora all’Ambiente Sabrina Alfonsi – prima fra tutte la riduzione di tre settimane del periodo di accensione degli impianti di riscaldamento e la riduzione della fascia oraria giornaliera di funzionamento”.
Solo due giorni fa tuttavia Isde metteva in guardia da facili entusiasmi, perché “sebbene la Capitale presenti valori medi migliori rispetto ad altre, i dati raccolti indicano che l’esposizione agli inquinanti atmosferici resta un problema rilevante per la salute pubblica anche a Roma”, dato che i limiti attualmente in vigore sono meno stringenti rispetto a quelli europei che entreranno in vigore dal 2030. “Alla luce dei nuovi standard, allineati alle raccomandazioni dell’Organizzazione mondiale della sanità -spiega Isde – nessuna grande città italiana, Roma compresa, può considerarsi pienamente protetta dall’esposizione cronica agli inquinanti atmosferici”.











