Inceneritore Liguria, anche la Provincia di Cuneo contro il progetto in Val Bormida

Si allargano i no contro il progetto dell'inceneritore in Val Bormida, zona a cavallo tra Piemonte e Liguria, in cui la Regione guidata da Marco Bucci vorrebbe costruire il nuovo impianto. L'ultima ad esprimere netta contrarietà è la Provincia di Cuneo, che condivide la posizione dei Comuni della Valle, su un impianto che si troverebbe in territorio ligure ma avrebbe pesanti ricadute anche su quello piemontese

Si allargano i no contro il progetto dell’inceneritore in Val Bormida, zona a cavallo tra Piemonte e Liguria, in cui la Regione guidata da Marco Bucci vorrebbe costruire il nuovo impianto. L’ultima ad esprimere netta contrarietà è la Provincia di Cuneo, che condivide la posizione dei Comuni della Valle, su un impianto che si troverebbe in territorio ligure ma avrebbe pesanti ricadute anche su quello piemontese. Anche alla luce del fatto che l’ultimo luogo individuato è quello dell’ex Acna di Cengio, azienda che per 117 anni ha inquinato in maniera profonda il territorio circostante.

A fine dicembre il tema è stato al centro di un incontro che si è svolto nel comune piemontese di Cortemilia, al quale hanno partecipato i sindaci della Valle Bormida cuneese insieme al presidente della Provincia di Cuneo Luca Robaldo. In quella sede, le amministrazioni locali hanno condiviso una linea comune di opposizione, poi formalizzata nelle delibere approvate dai rispettivi Consigli comunali.

A farsi portavoce di questa posizione è il sindaco di Cortemilia Roberto Bodrito, delegato della Provincia di Cuneo presso l’Osservatorio permanente sulla bonifica dell’ex Acna, che ha richiamato l’attenzione sulle forti criticità ambientali, sanitarie, economiche e sociali legate all’ipotesi di insediamento di un impianto di incenerimento in un territorio che ha già pagato un prezzo altissimo in termini di inquinamento e che oggi sta faticosamente ricostruendo un equilibrio ambientale e produttivo.

Le deliberazioni approvate dai Comuni evidenziano come la potenzialità prevista per l’impianto – pari a 350 mila tonnellate di rifiuti all’anno, a fronte di una produzione locale molto limitata – comporterebbe inoltre un massiccio afflusso di rifiuti da altre aree, con un impatto significativo sul traffico, sulla qualità dell’aria e sulla salute degli abitanti. Viene inoltre sottolineata l’incompatibilità dell’ipotesi progettuale con le vocazioni agricole, turistiche e rurali della valle, oltre alla sua contraddizione rispetto ai principi europei di economia circolare, riduzione e riciclo dei rifiuti.

Sulla vicenda è intervenuto anche il presidente della Provincia di Cuneo Luca Robaldo: “La Provincia sostiene la posizione espressa dal territorio e dai Comuni della Valle Bormida e farà quanto rientra nei limiti delle proprie competenze, anche attraverso le relazioni continue di collaborazione istituzionale con la Provincia di Savona. È mia intenzione portare questo argomento all’attenzione del Consiglio provinciale in una delle prossime sedute. Ringrazio il sindaco di Cortemilia Roberto Bodrito per il lavoro puntuale e costante che sta svolgendo su un tema così delicato, che merita attenzione e responsabilità da parte di tutti”.

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