Unipi, dal pane scartato biofuel con resa al 57%

Lo studio pubblicato sul “Journal of Environmental Chemical Engineering” dimostra la possibilità di ottenere etil levulinato dagli scarti del pane con un processo a basso costo e testarlo fino al 40% in miscela con benzina senza modifiche ai motori, aprendo nuove prospettive per economia circolare e transizione energetica

Unipi pane scartato biofuel

Ridurre lo spreco alimentare e produrre carburanti rinnovabili a partire da rifiuti comuni. È l’obiettivo raggiunto da una ricerca dell’Università di Pisa, che ha sviluppato un processo per trasformare gli scarti del pane in etil levulinato, composto bio-based utilizzabile come additivo nei carburanti.

Lo studio, pubblicato sulla rivista scientifica Journal of Environmental Chemical Engineering, è stato finanziato nell’ambito del progetto PNRR NEST e nasce dalla collaborazione tra il Dipartimento di Chimica e Chimica Industriale e il Dipartimento di Ingegneria dell’Energia, dei Sistemi, del Territorio e delle Costruzioni.

Dalla biomassa di scarto a composto ad alto valore aggiunto

La ricerca affronta per la prima volta la sintesi sostenibile dell’etil levulinato a partire da pane di scarto, uno dei rifiuti alimentari più diffusi a livello globale, stimato in quasi un milione di tonnellate all’anno.

Il processo sviluppato utilizza acido solforico diluito come catalizzatore a basso costo e prevede elevate concentrazioni iniziali di biomassa, con l’obiettivo di ottenere flussi di prodotto più concentrati e ridurre i costi di separazione. Ottimizzando temperatura, tempo di reazione e quantità di catalizzatore, i ricercatori hanno raggiunto una resa massima del 57% in etil levulinato, risultato significativo considerando l’origine di scarto della materia prima.

Test nei motori diesel e benzina

L’etil levulinato è già studiato come additivo ossigenato per il diesel, ma la novità riguarda l’estensione ai motori a benzina. Per la prima volta il composto è stato testato in miscela con carburante commerciale fino al 40% in volume.

Le prove sperimentali indicano che tali miscele non alterano in modo rilevante le prestazioni del motore e non richiedono modifiche agli attuali sistemi a combustione interna. Parallelamente, l’impiego del composto consente di ridurre le emissioni inquinanti e di diminuire la quota di combustibili fossili nei carburanti tradizionali.

Economia circolare e mobilità

La trasformazione del pane invenduto in biofuel rappresenta un esempio di economia circolare applicata all’energia, capace di valorizzare rifiuti abbondanti e ridurre la pressione sulle risorse fossili.

Secondo il gruppo di ricerca, la compatibilità con le tecnologie esistenti amplia il potenziale di mercato dell’etil levulinato, configurandolo come additivo rinnovabile versatile, impiegabile sia nei motori diesel sia in quelli a benzina.

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