Piano regionale rifiuti Marche, Corinaldo dice no all’inceneritore

I sindaci di Corinaldo e Castelleone di Suasa ribadiscono alla Regione la contrarietà al nuovo impianto previsto nell’aggiornamento del Piano rifiuti: il territorio ospita già la discarica di San Vincenzo, che attualmente smaltisce i rifiuti sia della provincia di Ancona sia di quella di Macerata, con ricadute ambientali e viarie ritenute non compatibili con un ulteriore carico impiantistico

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Un no netto alla realizzazione di un inceneritore nel territorio di Corinaldo. A ribadirlo sono stati il sindaco Gianni Aloisi e il primo cittadino di Castelleone di Suasa, Carlo Manfredi, durante l’incontro con l’assessore regionale alla tutela del paesaggio e ai rifiuti, Tiziano Consoli, in visita all’impianto di San Vincenzo.

Il confronto si inserisce nell’aggiornamento del Piano regionale di gestione dei rifiuti della Marche, chiamato a recepire gli obiettivi europei di riduzione del conferimento in discarica al 10% entro il 2035. Tra le ipotesi in valutazione figura anche la costruzione di un inceneritore in prossimità dell’attuale sito di smaltimento.

Il peso della discarica sul territorio

La posizione dei due sindaci si fonda su un dato strutturale: la discarica di San Vincenzo, gestita da ASA srl, rappresenta già oggi un nodo centrale nella gestione dei rifiuti dell’area vasta. L’impianto riceve infatti rifiuti sia dalla provincia di Ancona sia dalla provincia di Macerata, che al momento non dispone di una piena autosufficienza nello smaltimento.

Secondo le amministrazioni locali, questo carico consolidato rende incompatibile l’insediamento di un nuovo impianto di incenerimento. L’assessore Consoli avrebbe definito la posizione dei sindaci “giustificata e legittima”, riconoscendo la storia di un territorio che da anni contribuisce in modo rilevante al sistema regionale.

Viabilità e impatti indiretti

Tra le criticità evidenziate emerge anche la pressione sulla Strada provinciale 12 “Corinaldese”, già interessata dal traffico dei mezzi pesanti diretti alla discarica. Il conferimento annuo dalla provincia di Macerata si aggira intorno alle 30mila tonnellate, con un impatto significativo sulla rete viaria locale.

I sindaci hanno sollecitato interventi di manutenzione straordinaria e adeguamento infrastrutturale, ritenuti necessari per garantire sicurezza e sostenibilità del traffico. È stato inoltre sottolineato che un inceneritore produrrebbe comunque una quota di scorie, stimata attorno al 20% dei rifiuti trattati, materiale che dovrebbe essere successivamente conferito in discarica.

La prospettiva alternativa: energia rinnovabile

Nel corso della visita è stato presentato anche il progetto per un impianto fotovoltaico su una porzione esaurita della discarica, iniziativa collegata alla comunità energetica promossa dal Comune. Una scelta che punta alla produzione di energia rinnovabile e alla valorizzazione dell’area in chiave sostenibile, senza incrementare la pressione impiantistica.

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