Decreto Bollette, FREE: “Rischio favorire le fonti fossili e indebolire la decarbonizzazione”

Il Coordinamento chiede modifiche alla bozza del provvedimento: critiche ai rimborsi per il termoelettrico a gas e alla neutralizzazione dell’ETS, giudizio positivo sulla contrattazione di lungo periodo per le rinnovabili e sulla riduzione della saturazione virtuale della rete

Decreto Bollett, FREE Rischio favorire fossili

Il Coordinamento FREE interviene sulla bozza del cosiddetto Decreto Bollette – “Misure urgenti di agevolazione tariffaria per la fornitura di energia elettrica e gas” – esprimendo preoccupazione per alcune disposizioni che, se confermate, rischierebbero di alterare il funzionamento del mercato elettrico e di risultare incoerenti con gli obiettivi di decarbonizzazione.

Pur riconoscendo l’urgenza di contenere il peso delle bollette per famiglie e imprese, FREE invita il Governo a rivedere le misure che, a suo avviso, potrebbero generare effetti distorsivi e redistributivi non equi.

Termoelettrico a gas e rimborsi: le criticità

Nel mirino del Coordinamento c’è in particolare l’articolo 5 della bozza, che prevede un meccanismo di rimborso ai produttori termoelettrici a gas dei corrispettivi legati alla tariffa di trasporto del gas e di una quota riconducibile agli oneri ETS sostenuti per la produzione elettrica.

Secondo FREE, la copertura del differenziale tra TTF e PSV e del contributo legato al sistema ETS – stimabile in circa 30 euro/MWh – ridurrebbe artificialmente il costo variabile della generazione a gas. Ciò potrebbe favorire un maggiore utilizzo di questa fonte nell’ordine di merito per la formazione del prezzo in borsa, creando di fatto un incentivo implicito a favore di una fonte fossile.

Il decreto prevede una verifica sul pieno trasferimento dei rimborsi nelle offerte di vendita, ma il Coordinamento evidenzia l’assenza di garanzie certe sul fatto che l’intero beneficio si traduca in una riduzione stabile dei prezzi all’ingrosso e, di conseguenza, delle bollette finali.

Sistema ETS: un principio da preservare

FREE richiama poi la funzione originaria del sistema ETS, concepito per internalizzare il costo ambientale delle emissioni di CO₂ e fornire un segnale economico progressivo contro l’uso delle fonti fossili. Neutralizzarne l’effetto, sostiene il Coordinamento, rischierebbe di contraddire la ratio dello strumento europeo e di creare un precedente problematico sotto il profilo della coerenza climatica.

Un ulteriore elemento di criticità riguarda la decorrenza del rimborso dal 1° gennaio 2027, configurando la misura come strutturale e non emergenziale. Inoltre, il mancato gettito verrebbe compensato tramite componenti applicate ai prelievi di energia elettrica, con possibili effetti redistributivi in bolletta.

Per FREE, la strada più coerente sarebbe quella di preservare integralmente il meccanismo ETS e, parallelamente, favorire la stipula di contratti di lungo termine (PPA) per le fonti rinnovabili già operative sul mercato, con meccanismi di garanzia analoghi a quelli previsti per l’Energy Release destinato ai nuovi impianti FER.

Contrattazione di lungo periodo e autorizzazioni

Il Coordinamento valuta positivamente l’articolo 3 della bozza, dedicato alla contrattazione di lungo termine per la produzione rinnovabile. Questa impostazione, tuttavia, dovrebbe essere ulteriormente rafforzata per diventare uno strumento strutturale di stabilizzazione dei prezzi.

Secondo FREE, i prezzi riconosciuti agli impianti devono essere commisurati ai costi operativi e garantire un margine sostenibile, evitando meccanismi che possano mettere a rischio asset produttivi già esistenti.

Tra le proposte, anche un piano straordinario di accelerazione delle procedure autorizzative per gli impianti FER, con il potenziamento delle strutture competenti. Un incremento stabile della produzione rinnovabile, evidenzia il Coordinamento, potrebbe nel medio periodo ridurre in modo strutturale il costo dell’energia, rafforzando al contempo indipendenza energetica e competitività industriale.

Biogas e saturazione virtuale

Ulteriori criticità vengono segnalate sull’articolo 4, relativo ai prezzi minimi garantiti per il biogas. Il taglio delle ore di producibilità e le nuove condizionalità per impianti sopra i 300 kW potrebbero, secondo FREE, determinare la chiusura di alcuni impianti e compromettere i percorsi di riconversione verso il biometano previsti dal PNRR e dal PNIEC.

È invece giudicato positivamente l’intervento sulla gestione della capacità di rete e sulla riduzione della cosiddetta saturazione virtuale, ritenuto atteso e non più rinviabile.

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