Prolungamento metro di Torino, i tempi si allungano al 2027

Questo ciò che emerge dal sopralluogo che la seconda Commissione per la pianificazione territoriale della Regione Piemonte ha svolto il 18 febbraio ai cantieri della linea metropolitana. La delegazione è scesa all'interno della stazione Collegno centro, la seconda stazione del prolungamento della linea situata su corso Francia dopo Certosa e prima di Leumann e Cascine Vica

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Arriva la conferma che il prolungamento della metropolitana di Torino, da Collegno a Rivoli, non sarà pronto prima del 2027. Tre anni in ritardo rispetto a quanto previsto. Questo in sostanza ciò che emerge dal sopralluogo che la seconda Commissione per la pianificazione territoriale della Regione Piemonte, presieduta da Mauro Fava, ha svolto il 18 febbraio ai cantieri della linea metropolitana. La delegazione è scesa all’interno della stazione Collegno centro, la seconda stazione del prolungamento della linea situata su corso Francia dopo Certosa e prima di Leumann e Cascine Vica.

A ricevere i commissari sono stati i rappresentanti di InfraTo e della ditta appaltatrice che hanno spiegato che l’opera è arrivata attorno al 75-80% del completamento.

Gli allungamenti delle tempistiche sono dovuti principalmente alla crisi della Italiana Costruzioni Infrastrutture Spa (ICI), società capofila dell’appalto per il prolungamento della linea. Entro febbraio il Tribunale del Lavoro si esprimerà sulla proposta di concordato avanzata dalla ICI. In caso di accettazione i lavori andranno avanti, con orizzonte 2027, mentre in caso contrario si procederà con un nuovo bando, rischiando tempistiche ulteriormente dilatate.

Resta però ancora da sciogliere il nodo dei dodici nuovi treni che bisognerà acquistare per garantire tempi di percorrenza adeguati sulla linea. Dal Ministero dei Trasporti non è arrivato ancora un euro degli almeno 148 milioni necessari.

Al sopralluogo hanno partecipato, oltre al presidente, Paola AntonettoMarina Bordese e Roberto Ravello (FdI), Gianna PenteneroMonica CanalisNadia Conticelli e Laura Pompeo (PD), Sarah Disabato e Alberto Unia (M5S).

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