A gennaio ’26 consumi elettrici in aumento in Italia

Il 2026 si apre con un incremento del fabbisogno elettrico nazionale del 4,1% rispetto a gennaio dello scorso anno. Con 28 miliardi di kWh, si tratta del valore mensile più alto dal 2014 a oggi. Leggero calo delle rinnovabili, anche se la produzione eolica e fotovoltaica a gennaio è cresciuta del 16%. A pesare è stato il calo dell'idroelettrico. È quanto emerge dai dati di Terna

A gennaio ’26 consumi elettrici in aumento in Italia

Il 2026 si apre con un incremento del fabbisogno elettrico nazionale del 4,1% rispetto a gennaio dello scorso anno. Con 28 miliardi di kWh, si tratta del valore mensile più alto dal 2014 a oggi. Leggero calo delle rinnovabili, anche se la produzione eolica e fotovoltaica a gennaio è cresciuta del 16%. A pesare è stato il calo dell’idroelettrico.

È quanto emerge dai dati di Terna, la società che gestisce la rete di trasmissione nazionale.

Il fabbisogno di gennaio ’26 è stato determinato da un giorno lavorativo in meno (20 invece di 21) e da una temperatura media mensile sensibilmente inferiore a quella dello stesso periodo di un anno fa di 1,7°C. Fattori che, pur di segno opposto, concorrono a mantenere la variazione positiva: il dato, corretto dagli effetti temperatura e calendario, è in aumento infatti del 2,8%.

Positiva anche la variazione congiunturale: il fabbisogno destagionalizzato e corretto per calendario e temperatura è in aumento del 2,1% rispetto a dicembre 2025.

La crescita è omogenea in tutto il Paese: +4,2% al Nord, +4,1% al Centro e +3,9% al Sud e nelle isole.

Consumi industriali in recupero, servizi in crescita

A gennaio 2026, l’indice IMCEI (Indice Mensile dei Consumi Elettrici Industriali) elaborato da Terna, che prende in esame i consumi industriali di circa 1.000 imprese “energivore”, registra una crescita del 3,8%, segnando il quinto mese di crescita consecutivo.

Positivi i settori della siderurgia, cemento, calce e gesso, alimentari, metalli non ferrosi e mezzi di trasporto; in flessione meccanica, cartaria e chimica; stabili le ceramiche e vetrarie.

L’indice IMSER (Indice Mensile dei Servizi), che Terna pubblica sulla base dei dati dei consumi elettrici mensili forniti da alcuni gestori di rete di distribuzione (E-Distribuzione, UNARETI, A-Reti, Edyna e Deval), e che viene presentato in differita di due mesi rispetto ai dati dell’IMCEI, ha mostrato a novembre 2025 un incremento del 4,2%.

Produzione nazionale: riduzione dell’import compensata da maggiore produzione eolica, solare e termoelettrica

La produzione nazionale ha coperto l’88,7% della domanda di energia elettrica; il restante 11,3% è stato soddisfatto dal saldo dell’energia scambiata con l’estero. Complessivamente, la produzione nazionale netta, pari a 25 miliardi di kWh, è cresciuta del 13%, mentre l’import netto ha registrato un –33,2%.

Il minor ricorso all’import è stato compensato con una maggiore produzione eolica e solare e con un incremento di quella termoelettrica (+16,6%).

A gennaio 2026 le fonti rinnovabili hanno coperto il 31,7% della domanda elettrica nazionale (contro il 32,3% di gennaio 2025), principalmente a causa della riduzione della produzione idroelettrica (-13,2%).

Analizzando le singole fonti rinnovabili, la produzione eolica (+16,2%) a gennaio ha sfiorato i 3 TWh, confermandosi la prima fonte rinnovabile del mese. Anche il fotovoltaico ha registrato una variazione positiva a due cifre (+15,2%) con un incremento complessivo di 233 GWh, dovuto al contributo positivo dell’aumento di capacità in esercizio (+261 GWh). In calo la produzione idrica (-11,4%) e geotermica (-2,2%).

Secondo le rilevazioni di Terna, considerando tutte le fonti rinnovabili, a gennaio 2026 la capacità installata è aumentata di 474 MW. Al 31 gennaio si registrano 84.003 MW di potenza installata, di cui, in particolare, 43.846 MW di solare e 13.768 MW di eolico.

Relativamente agli accumuli si registrano in Italia 893.092 nuovi impianti che corrispondono a 18.038 MWh di capacità e 7.424 MW di potenza nominale.

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