Il panorama mondiale dell’innovazione energetica sta entrando in una nuova fase: a emergere sono la sicurezza energetica, la competitività industriale e la resilienza delle infrastrutture. È quanto emerge dall’ultimo rapporto sullo stato dell’innovazione energetica dell’Agenzia internazionale dell’Energia (Aie). La seconda edizione della ricerca è stata al centro del Forum sull’innovazione energetica, la riunione dell’Aie che ha riunito i ministri dell’Energia di tutto il mondo a Parigi il 18 e 19 febbraio scorsi.
Lo studio rileva che le tecnologie energetiche rappresentano ora mercati globali multimilionari: il settore sta diventando sempre più una centrale elettrica dell’innovazione, con batterie, trasformatori, turbine, motori e scambiatori di calore. Circa un brevetto su dieci in tutto il mondo riguarda l’energia, superando prodotti chimici, farmaceutici o trasporti. Questo dato dimostra il ruolo centrale del settore nella sicurezza nazionale, nella strategia industriale e nelle prestazioni economiche.
L’edizione del 2026 dello studio identifica oltre 150 scoperte tecnologiche durante tutto il 2025, che comprendono aria condizionata a stato solido, celle solari in perovskite, energia di fusione, batterie agli ioni di sodio e sistemi geotermici di nuova generazione. Questi progressi hanno contribuito a raggiungere 50 aggiornamenti dei livelli di preparazione tra le tecnologie energetiche emergenti monitorate dall’Aie.
Allo stesso tempo, il contesto politico sta cambiando. Secondo i sondaggi, la sicurezza energetica viene vista come fattore leader dell’innovazione nel 2025, prima dell’accessibilità economica e della riduzione delle emissioni. Nuove iniziative come la missione Genesis degli Stati Uniti, la grande iniziativa basata sull’intelligenza artificiale, e il Fondo di competitività dell’Ue riflettono una crescente enfasi sul rafforzamento delle capacità tecnologiche nazionali e sulla protezione delle catene di approvvigionamento.
“L’innovazione energetica – commenta Fatih Birol, direttore esecutivo dell’Aie – è diventata una priorità strategica per i governi di tutto il mondo. Con la sicurezza energetica e la competitività industriale in cima all’agenda, i Paesi che sostengono investimenti nella ricerca e nella distribuzione precoce saranno nella posizione migliore per guidare la prossima generazione di tecnologie energetiche”.
L’accumulo di energia è ora fondamentale per l’innovazione mentre il mondo entra nell’era dell’elettricità. Le batterie rappresentavano il 40% di tutti i brevetti energetici nel 2023 – una quota senza precedenti per una singola area tecnologica – e la percentuale sembra essere ulteriormente aumentata per il 2024 e il 2025 sulla base dei dati preliminari. Cina, Corea e Giappone guidano la classifica dei brevetti di batterie agli ioni di litio: la quota cinese è in forte aumento nell’ultimo decennio. Nell’innovazione solare, oltre il 70% dei brevetti di celle solari riguarda quelle in perovskite.
Finanziamenti all’innovazione energetica
Il rapporto sottolinea l’importanza del sostegno pubblico all’innovazione energetica. Esempi recenti mostrano che i primi finanziamenti governativi hanno gettato le basi per il gas naturale liquefatto galleggiante, le batterie agli ioni di litio e la geotermia di nuova generazione. Tuttavia, la spesa pubblica per ricerca e sviluppo nell’energia nel 2025 è stata stimata in 55 miliardi di dollari a livello globale, in calo del 2% rispetto all’anno precedente. Gli investimenti di Venture Capital (Vc) in start-up di tecnologia energetica sono scesi per il terzo anno consecutivo: 27 miliardi di dollari nel 2025.
Il rapporto rileva che i tassi di interesse più elevati, l’incertezza macroeconomica e la forte concorrenza da parte delle iniziative di intelligenza artificiale hanno pesato sui flussi di capitale energetico. La quota di finanziamenti Vc globali diretti all’Ia è salita a quasi il 30% nel 2025, mentre la quota di energia è diminuita.
Tuttavia, stanno emergendo nuove aree di crescita. I finanziamenti per la fusione, la fissione nucleare, i minerali critici, la geotermia, la rimozione dell’anidride carbonica e l’industria a basse emissioni si sono notevolmente ampliati dal 2021, compensando gran parte del declino degli investimenti in mobilità elettrica.
In un contesto di mutevoli priorità politiche e condizioni finanziarie più severe, il rapporto sottolinea che il sostegno pubblico sostenuto e ben mirato rimane fondamentale. Allineare le strategie di innovazione energetica con obiettivi di competitività e resilienza più ampi sarà essenziale, in particolare laddove le tecnologie possono rafforzare le catene di approvvigionamento nazionali o ridurre le dipendenze strategiche. Garantire l’accesso ai finanziamenti in tutte le fasi dello sviluppo, soprattutto quando il capitale privato diventa più selettivo, e rafforzare le partnership tra ricerca, industria e finanza rappresenta un altro importante passo per mantenere lo slancio.
Le differenze regionali
Il rapporto rileva inoltre che gli approcci regionali all’innovazione energetica stanno diventando sempre più diversi. Raggiungendo circa lo 0,08% del Pil, l’intensità di ricerca e sviluppo dell’energia pubblica in Europa si sta avvicinando ai record degli anni Ottanta, superando quella di altre importanti economie avanzate. Inoltre, l’ecosistema delle start-up è diventato più dinamico, anche se i brevetti non sono così frequenti.
La Cina continua a espandere la sua impronta in ricerca, sviluppo aziendale e brevetti, in particolare nell’accumulo di energia e nell’efficienza industriale, con domande di brevetto internazionali in forte aumento negli ultimi anni. Gli Stati Uniti rimangono un leader globale nell’attività di Vc, rappresentando quasi la metà del Vc energetico nel 2025, e mantengono punti di forza in una vasta gamma di tecnologie. Il Giappone, nel frattempo, rimane altamente specializzato nelle batterie, mentre avanza nella perovskite solare, nei combustibili a base di idrogeno e nella fusione.
Secondo il rapporto, mentre le priorità possono cambiare, il sostegno costante e strategico all’innovazione energetica deve rimanere al centro. L’innovazione energetica diventa infatti sempre più fondamentale per le economie moderne, potendo offrire benefici economici e di sicurezza trasformativi per decenni. I benefici sul lungo termine risultano infatti centinaia di volte maggiori dei costi, grazie a risparmi di carburante, prezzi delle attrezzature più bassi e industrie nazionali più forti.











