Medwise: nuove soluzioni nella gestione dei rifiuti organici

Il progetto europeo da 2,5 milioni di euro Medwise implementerà nuove tecniche per la gestione dei rifiuti organici nei Paesi del Mediterraneo. Tra le soluzioni: sistemi di compostaggio decentralizzati, simbiosi industriali tra le filiere e un’app di intelligenza artificiale. All'iniziativa partecipa anche l'Italia tramite Enea e l'Università di Catania

rifiuti organici

Nuove soluzioni per la gestione dei rifiuti organici nei Paesi del Mediterraneo saranno sviluppate e testate nell’ambito del progetto europeo Mediterranean Waste Innovations for Sustainable Environments (Medwise). All’iniziativa partecipano 7 partner di 6 Paesi diversi, tra cui per l’Italia l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile (Enea) e l’Università di Catania come coordinatore. Oltre all’Italia aderiscono Giordania, Libano, Palestina, Spagna e Turchia. Il progetto è cofinanziato dall’Unione europea nell’ambito del programma Interreg Next Med e il costo totale è di 2,5 milioni di euro.

“Enea – spiega Antonella Luciano, responsabile Medwise per l’agenzia – partecipa con un ruolo chiave nel raggiungimento degli obiettivi, guidando l’implementazione di economia circolare e simbiosi industriale per risparmiare risorse, ridurre emissioni e creare occupazione verde”.

Medwise riunisce centri di ricerca e soggetti privati per affrontare le crescenti crisi dei rifiuti, specialmente quelli organici, nei Paesi del Mediterraneo in cui vengono ancora smaltiti in discarica. Tre le direttrici su cui si lavorerà fino al 2028 ci sono dei sistemi di compostaggio decentralizzati per la valorizzazione degli scarti e la produzione di compost, che verranno implementati in Spagna e in Libano. Ma anche lo sviluppo di simbiosi industriali tra le filiere per garantire una gestione più sostenibile dei rifiuti organici e un’app di intelligenza artificiale per la prevenzione degli sprechi alimentari: iniziative che saranno realizzate in tutti i Paesi partner.

“Questo progetto non si limita alla sperimentazione in laboratorio, ma punta a soluzioni applicabili nella vita reale, adattandole ai diversi contesti territoriali e sociali dei Paesi coinvolti – conclude Luciano -. Il progetto incoraggia enti locali, imprese, ricercatori e studenti ad adottare pratiche circolari. Mediante iniziative di formazione e sensibilizzazione, vuole contribuire a una cultura della sostenibilità, dimostrando che i rifiuti possono essere un’opportunità concreta di innovazione e competitività“.

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