Emilia-Romagna, inverno 2025-2026 tra i più caldi dal 1961

Secondo i dati di Arpae Emilia-Romagna, la stagione meteorologica registra temperature superiori alla norma (+1,82 °C) e precipitazioni abbondanti, con minime particolarmente elevate e una marcata copertura nuvolosa

Emilia-Romagna inverno 2025-2026 più caldi 1961

L’inverno meteorologico 2025-2026 (dicembre-febbraio) in Emilia-Romagna si è collocato tra i più caldi degli ultimi decenni. I dati diffusi da Arpae indicano una temperatura media di 5,68 °C, con un’anomalia di +1,82 °C rispetto al periodo climatico di riferimento 1991-2020, che rende la stagione la quinta più calda dal 1961-62.

Temperature minime sopra la norma

Le anomalie termiche sono legate soprattutto alle temperature minime, che hanno registrato un valore medio stagionale di 2,46 °C, con un’anomalia di +2,30 °C, tra le più alte della serie storica.

Anche le temperature massime risultano superiori alla norma, con un’anomalia di +1,34 °C, pur con un’intensità inferiore rispetto alle minime.

I mesi di dicembre e febbraio hanno contribuito in modo determinante al risultato complessivo, risultando tra i più caldi delle rispettive serie storiche. Gennaio ha invece mostrato valori più vicini alla media climatica, con un’anomalia leggermente negativa.

Precipitazioni abbondanti

Sul fronte delle precipitazioni, l’inverno ha fatto registrare valori superiori alla media. La cumulata stagionale è stata pari a 264,3 mm, con un’anomalia positiva di +68,9 mm rispetto al periodo 1991-2020.

Le piogge sono state particolarmente intense in alcune aree collinari, soprattutto tra il Parmense e il Ravennate, e concentrate in specifici episodi, tra cui quello del 25-26 dicembre 2025 e tra la fine di gennaio e l’inizio di febbraio 2026.

Elevata nuvolosità

La stagione è stata caratterizzata anche da una copertura nuvolosa persistente, che ha reso l’inverno il secondo più nuvoloso dal 2006, secondo i dati di radiazione registrati nelle stazioni di pianura.

Nevicate e manto nevoso

Nel corso dell’inverno si sono verificate diverse nevicate sui rilievi regionali, con episodi che hanno interessato anche le aree collinari e, in alcuni casi, le pianure.

Nonostante una copertura nevosa discontinua nel tempo, il contenuto idrico del manto nevoso ha raggiunto valori anche superiori alla media degli ultimi anni durante i principali eventi, con un picco registrato a metà febbraio.

Il quadro complessivo evidenzia una stagione caratterizzata da temperature elevate, precipitazioni sopra la media e una significativa variabilità degli eventi meteorologici.

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