Il 18 aprile entra in vigore il nuovo regolamento di riorganizzazione del Ministero Infrastrutture e Trasporti. Il DPCM 11 marzo 2026, n. 43 ridisegna la rete dei Provveditorati, istituisce la Struttura nazionale di supporto ai Piani Urbani della Mobilità Sostenibile, aggiorna le funzioni centrali e rafforza l’organico del Ministero, con l’obiettivo di migliorare presidio territoriale ed efficienza amministrativa.
La Struttura di supporto ai PUMS viene designata come punto di contatto nazionale come stabilito dall’articolo 41, paragrafo 4, del Regolamento (UE) 2024/1679 sulle reti TEN T, quale tassello importante nel raccordo tra politiche nazionali, programmazione urbana della mobilità e indirizzi europei.
Il nuovo organo avrà il compito di svolgere funzioni strumentali alla piena attuazione del quadro europeo riguardante i Piani Urbani della Mobilità Sostenibile, con un ruolo di supporto tecnico e operativo verso enti locali e amministrazioni.
In particolare, sarà chiamata a supportare l’adozione dei PUMS da parte degli enti locali, accompagnarne il monitoraggio, obbligatorio da parte degli stessi enti titolari dei Piani, delle misure attuative messe in campo, contribuire alla predisposizione del programma nazionale per i PUMS. La Struttura sarà affidata a un dirigente di livello non generale, nell’ambito della dotazione organica del Ministero.
Tale iniziativa evidenzia come il Ministero dei Trasporti intenda attribuire ai PUMS una collocazione organizzativa più stabile e meno episodica, non più intesi solo come strumenti programmatori legati a singoli finanziamenti o a singole stagioni normative, ma parte di una infrastruttura tecnico-amministrativa permanente a supporto della mobilità sostenibile urbana.











