La gestione dei rifiuti al mercato di Porta Palazzo e il funzionamento delle ecoisole informatizzate tornano al centro del dibattito sulla raccolta differenziata a Torino. A sollevare la questione è Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta, che interviene dopo l’articolo de La Stampa dedicato alle modalità di raccolta dei rifiuti nell’area mercatale.
Secondo quanto riportato dal quotidiano, nel mercato di Porta Palazzo viene raccolta separatamente soltanto la frazione organica, mentre plastica, vetro, carta, cartone e legno confluiscono in un unico flusso di raccolta.

Porta Palazzo, Legambiente chiede un cambio di passo
Per Alice De Marco, presidente di Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta, è necessario intervenire per migliorare la gestione dei rifiuti nell’area mercatale: tutte le frazioni dovrebbero essere separate direttamente dagli operatori, semplificando le operazioni di raccolta e migliorando la qualità dei materiali recuperati.
Legambiente ritiene inoltre necessario introdurre controlli più puntuali, prevedendo sanzioni per chi non rispetta le regole e sistemi premiali per gli operatori virtuosi. L’associazione sottolinea inoltre come le condizioni che si registrano al termine delle attività mercatali abbiano ricadute sulla pulizia e sulla vivibilità dell’area.
Le ecoisole sotto accusa
Per Legambiente il caso di Porta Palazzo rappresenta però solo una parte di un problema più ampio che riguarda l’intero sistema di raccolta cittadino. L’associazione sostiene infatti che il modello delle ecoisole informatizzate stia evidenziando criticità già segnalate in passato, soprattutto sul fronte della qualità della raccolta differenziata, del decoro urbano e del raggiungimento degli obiettivi di riciclo.
Secondo Sergio Capelli, direttore di Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta, le analisi merceologiche realizzate da IPLA per conto di Amiat relative agli anni 2021 e 2022 mostrerebbero una maggiore presenza di materiali estranei nelle raccolte effettuate tramite ecoisole rispetto alle zone servite dal porta a porta.
Questa situazione, secondo l’associazione, ridurrebbe la quantità di materiale effettivamente riciclabile e renderebbe necessarie ulteriori operazioni di selezione negli impianti, con costi aggiuntivi che finirebbero per incidere sul servizio.
Controlli difficili e problemi di decoro
Tra le criticità evidenziate da Legambiente figurano anche le difficoltà nel controllare i conferimenti e nell’individuare eventuali comportamenti non corretti da parte degli utenti.
L’associazione osserva inoltre che molte ecoisole risultano frequentemente aperte oppure non utilizzano pienamente i sistemi di identificazione previsti, limitando di fatto la possibilità di associare i conferimenti ai singoli utenti.
Secondo Legambiente, il sistema favorirebbe inoltre fenomeni di abbandono dei rifiuti nelle aree circostanti, con conseguenze sul decoro urbano.
La richiesta di dati su costi ed efficacia del sistema
Nel suo intervento l’associazione richiama il contratto di servizio tra il Comune di Torino e Amiat, che prevede una gestione improntata a criteri di efficienza, efficacia ed economicità.
Per questo Legambiente chiede che vengano resi disponibili dati aggiornati in grado di valutare le prestazioni del sistema delle ecoisole, sia dal punto di vista della qualità dei materiali raccolti sia sotto il profilo economico e gestionale.
Secondo l’associazione, una valutazione complessiva dei risultati ottenuti consentirebbe di verificare l’effettiva capacità del modello di contribuire agli obiettivi di riciclo e di contenimento dei costi del servizio.










