È in arrivo nei luoghi naturali e inizialmente sulle spiagge più affollate della riviera romagnola “il Decalogo del Buon Consumatore”, promosso dall’Alleanza di Città e Paesi intorno al Mare contro la plastica monouso. Dieci preziose schede informative su No e SI’. Scelte per gli acquisti da non fare e da fare per aiutare le aziende produttrici e il commercio a non eccedere nell’utilizzo del packaging – come invece sta tuttora succedendo – con confezioni e plastiche usa e getta.
Il claim della campagna è infatti “il marketing siamo noi”, finalizzata a orientare nel consumo i cittadini per essere maggiormente utili a se stessi e all’ambiente.
Con Rimini capofila tra i comuni proponenti, la prima distribuzione del Decalogo del Buon Consumatore avviene nel giorno del Solstizio d’Estate, il 21 giugno, durante la cerimonia dell’alzabandiera per l’attribuzione della Bandiera Blu al mare di Rimini dopo anni di assenza. Una felice occasione che si svolge emblematicamente nella piazza sul mare progettata sopra l’enorme vasca di laminazione del Piano di Salvaguardia della Balneazione Ottimizzato, la struttura sottoterra costruita da Hera che previene, anche in caso di forti alluvioni, gli sversamenti delle fogne in mare.
Già la scorsa settimana l’aveva anticipato e illustrato agli ospiti, insieme alla gemellata città di Livorno, l’Assessora alla Transizione Ecologica Anna Montini, nell’aprire la prima edizione riminese della Biennale del Mare e dell’Acqua. Il rispetto della risorsa mare diventa protagonista della campagna di pubblica utilità rivolta ai cittadini dalla catena di città e paesi, associazioni nonprofit, realtà attive su differenti territori dell’Italia intorno al mare che ne sanno riconoscere il suo inestimabile valore.
Dieci illustrazioni in fumetto, che con pochi testi ben comprensibili saranno a disposizione di ogni realtà promotrice per essere divulgati ovunque a cominciare dagli studi medici e le scuole. Un messaggio su abitudini troppo scontate che potremmo abbandonare senza troppi sacrifici, poiché il mare non si difende soltanto con le grandi decisioni dei Governi, ma si ama e si rispetta anche nella quotidianità, coi nostri consumi e il carrello della spesa.
Dieci punti perché dalla ricerca sono tratte 10 tipologie di prodotti tra le varie plastiche disperse maggiormente nell’ambiente che trasformate in micro e nanoplastiche, se respirate, assimilate e ingerite, entrano nella catena alimentare e creano i danni maggiori agli organismi viventi.
L’Alleanza di Città e Paesi d’Italia intorno al Mare partita a febbraio scorso, riconosce il potere che esercitano sul mercato le nostre scelte di consumo, attraverso le quali ogni acquisto rappresenta un messaggio al marketing e può contribuire a orientare produzione e distribuzione verso modelli più sostenibili.
La tutela del mare e degli ecosistemi passa anche dai gesti apparentemente insignificanti della vita quotidiana: dalla moltitudine di bottiglie d’acqua e bevande alle capsule del caffè, dai packaging alimentari ai palloncini delle feste. Il Decalogo del Buon Consumatore, rappresenta molto più di un semplice elenco di buone pratiche: è un invito a ripensare il nostro modo di consumare, mettendo al centro la responsabilità individuale come strumento concreto di tutela ambientale.
Orienta verso scelte semplici e concrete: preferire l’acqua del rubinetto e l’uso di borracce riutilizzabili; evitare imballaggi superflui e packaging in plastica; rinunciare a stoviglie monouso anche quando dichiarate compostabili; scegliere detergenti e prodotti per l’igiene personale sfusi o ricaricabili; ridurre l’utilizzo di capsule per il caffè e bustine di tè contenenti componenti plastiche; promuovere alternative al polistirolo nella filiera ittica; contrastare la dispersione delle reti impiegate nella mitilicoltura; limitare l’abbandono dei mozziconi di sigaretta sulle spiagge; orientare i consumatori verso pannolini a minore impatto ambientale; sostituire palloncini e coriandoli di plastica con soluzioni creative e naturali. Il valore del decalogo risiede proprio nella sua concretezza. Informa senza chiedere rinunce impossibili.
L’obiettivo non è soltanto modificare comportamenti individuali, ma costruire un nuovo patto tra cittadini e istituzioni, valorizzando il ruolo dei Comuni: chiamati a favorire punti di distribuzione di acqua potabile negli edifici pubblici, promuovere progetti di “spesa sballata”, sostenere pratiche commerciali virtuose e adottare regolamenti capaci di ridurre l’uso della plastica monouso negli eventi e negli spazi pubblici.
Il Decalogo del Buon Consumatore ci ricorda che il cambiamento non dipende soltanto da ciò che chiediamo agli altri, ma anche dalle scelte che compiamo ogni giorno. E che, se moltiplicate da milioni di persone, possono diventare una straordinaria forza di trasformazione.










