È iniziato con un seminario internazionale il progetto di ricerca Invisible Borders: Discourses of Mobility and Exclusion in the Urban Space, finanziato dalla rete UNITA, che si è tenuto il 29 giugno al Campus Luigi Einaudi di Torino. Invisible Borders è un’indagine sui discorsi che promuovono o contrastano la marginalizzazione urbana, coordinata dalla prof. Maria Cristina Caimotto, del Dipartimento di Culture, Politica e Società.
In ambito urbano, la condivisione dello spazio pubblico, per definizione, mette al centro alcuni usi dello spazio e ne mette altri ai margini. Queste scelte si intrecciano a forme di discriminazione di natura sociale e culturale, rafforzandole o mettendole in discussione.
Concentrandosi sulla marginalizzazione, fisica e sociale, lo scopo di questa ricerca è osservare dinamiche discorsive e semiotiche che conservano o contestano queste forme di marginalizzazione, discriminazione e esclusione da un punto di vista interdisciplinare – linguistico, sociologico, letterario e culturale.
Il progetto ha come obiettivo scientifico la pubblicazione di un volume collettaneo in inglese ma, poiché i temi affrontati hanno una forte connotazione sociale e pratica, il progetto intende aprirsi al territorio, al mondo associativo, di persone professioniste e attiviste che si occupano di mobilità e spazio pubblico. Sin dal seminario si è sviluppato un vivace dibattito sulle modalità più opportune ed efficaci di diffondere presso la società civile le riflessioni e i risultati elaborati attraverso la ricerca.
I tre interventi presentati durante la mattinata erano incentrati su tecniche di analisi testuale e parte di ricerche in corso: attraverso software dedicati è possibile osservare la presenza o assenza di specifiche scelte lessicali che permettono di capire se e come un tema specifico è affrontato o meno nei testi esaminati. Queste tecniche permettono di analizzare una mole di testi che, per quantità, non sarebbe affrontabile semplicemente leggendo.
Dawid Krysiński, Uniwersytet Wrocławski, ha presentato uno studio sui PUMS (Piani Urbani Mobilità Sostenibile) della Polonia alla ricerca dei temi della discriminazione e accessibilità, che, secondo le sue osservazioni, sono spesso citati come obiettivi, ma non sono accompagnati da modalità di misurazione e quindi rimangono più nell’ambito delle buone intenzioni che nell’ambito della pianificazione vera e propria.
Virginia Zorzi, Università di Torino, ha presentato un’analisi linguistica di un corpus di documenti relativi ai PUMS a livello europeo. Anche in questo caso, si nota la presenza di scelte discorsive positive nella promozione della mobilità attiva e di una maggiore giustizia della mobilità, ma se osservate più da vicino risultano linguisticamente ambigue e poco vincolanti. Parole come “sostenibile”, “stakeholder” e “implementazione” sono metaforiche e pertanto vaghe. Oppure frasi come “per servire meglio donne, bambini e residenti anziani”, presentando queste categorie come minoranze, quando è ovvio che solo la somma delle persone elencate rappresenta già, numericamente, la maggioranza della popolazione.
Infine, la mattina si è chiusa con i risultati preliminari della ricerca di Lorenzo Zannini e M. Cristina Caimotto, Università di Torino, sulle scelte discorsive sulla rivista The Conversation, mettendo a confronto articoli raccolti nelle edizioni USA, Australia e Gran Bretagna.Una semplice osservazione quantitativa rivela già una discrepanza tra l’importanza data alla mobilità attiva e la ciclabilità in Gran Bretagna rispetto agli altri due paesi. Prossimamente sarà verificata l’ipotesi di una maggiore attenzione dovuta al grande e recente cambiamento della mobilità nella metropoli londinese.
Gli interventi del pomeriggio si sono concentrati su analisi di stampo più semiotico e multimodale.
Silvia Nugara, Università di Torino, ha presentato osservazioni lessicografiche sull’evoluzione della parola vélorution (crasi tra vélo e révolution) e come i cambiamenti nel suo uso e nei significati rispecchiano e contribuiscono ai cambiamenti sociali che l’hanno accompagnata.
Il lavoro di Laura Filardo Llamas, Universidad de Valladolid, è incentrato sul ruolo dell’ironia nella diffusione di temi relativi alla condivisione giusta e equilibrata dello spazio pubblico attraverso l’analisi del canale YouTube “Cities by Diana” e in particolare la serie “Presidents Play Cities Skylines”.
Ha chiuso la giornata la ricerca di Michelangelo Conoscenti, Università di Torino,che rivela le contraddizioni nella musica drill, in cui i temi della marginalizzazione, razzista e classista, sono toccati in video musicali in cui si ostentano mezzi di trasporto particolarmente inquinanti (SUV, aerei privati e yacht) come simboli di riscatto, imitando così le persone che si criticano e nel contempo marginalizzando totalmente le donne.
Il gruppo di ricerca è inoltre composto da Roberta Bosisio (Università di Torino), Lorena Perez Hernandez (Universidad de La Rioja) e Arnaud Schmitt (Université de Pau et des pays de l’Adour) che presenteranno nei prossimi mesi i risultati dei loro lavori di ricerca e contribuiranno al volume.
Le discussioni a metà e a fine giornata sono risultate ricche di spunti. Si è riflettuto sulle barriere che ostacolano cambiamenti di abitudini nella mobilità urbana e su quali sono le leve più efficaci per promuovere un cambio di mentalità che porti poi ai cambiamenti infrastrutturali necessari. Linee guida per la stesura dei nuovi piani urbani, formazione per giornalisti, architetti e ingegneri, attività rivolte alle nuove generazioni sono solo alcune delle idee emerse.
Questo è stato solo l’avvio del progetto, a cui seguiranno momenti di formazione aperti a personale tecnico e professionistico e a momenti di confronto con l’associazionismo.










