Il sistema del riciclo degli imballaggi in plastica sta attraversando una fase di forte difficoltà. A descriverla è il presidente di Corepla, Giorgio Quagliuolo, in una video intervista pubblicata dal Consorzio, nella quale individua le principali criticità che stanno mettendo sotto pressione l’intera filiera.
“La raccolta e il riciclo degli imballaggi in plastica stanno vivendo un momento decisamente drammatico”, afferma Quagliuolo. “La crisi è iniziata quando le materie prime vergini hanno registrato un forte calo dei prezzi, diventando molto più competitive rispetto alla materia prima seconda ottenuta dalla raccolta differenziata. Di conseguenza molti utilizzatori hanno preferito acquistare materiale vergine”.
Secondo il presidente di Corepla, alla diminuzione della domanda di plastica riciclata si è aggiunto un altro fattore: “Gli stoccaggi si stanno saturando e non sappiamo più dove portare la raccolta differenziata”. Una situazione determinata, spiega, sia dalla difficoltà di collocare sul mercato la materia prima seconda sia dall’aumento della raccolta differenziata, “che continua a crescere del 5% anche quest’anno”.
La carenza di impianti
Quagliuolo individua tra le principali cause anche la carenza di impianti. “Molti impianti sono andati distrutti da incendi, altri sono fermi per interventi di revamping. Questo ci ha tolto decine di migliaia di tonnellate di capacità di selezione ogni mese, aggravando ulteriormente la saturazione degli stoccaggi”.
Secondo il presidente di Corepla, i limiti autorizzativi dei depositi rendono inoltre difficile gestire l’emergenza. “Abbiamo chiesto il supporto del Ministero e aperto un tavolo di crisi, ma finora non abbiamo ottenuto risultati soddisfacenti”.
“La raccolta differenziata non deve fermarsi”
Il rischio, avverte Quagliuolo, è quello di arrivare al blocco della raccolta degli imballaggi in plastica. “Corriamo il serio rischio di vedere la raccolta differenziata fermarsi, con i sacchi della plastica che potrebbero rimanere per strada. È una situazione che dobbiamo assolutamente evitare”.
Per questo Corepla sta cercando di redistribuire i flussi di materiale verso gli impianti ancora disponibili. “Stiamo facendo di tutto perché questa situazione non si trasformi in una catastrofe. L’estate, con l’aumento dei quantitativi raccolti, rende la gestione ancora più complessa, ma faremo tutto il possibile per evitare che il sistema si blocchi”.










