“Al margine di un convegno sulla sovranità energetica – cornice appropriata, ma per i motivi sbagliati – il ministro dei Trasporti Matteo Salvini, complici le regioni del nord Italia, lancia l’ennesima deroga alla riduzione delle emissioni. La Lombardia, dopo aver rinviato il blocco, nel luglio del 2025, per gli stessi motivi lo ripropone anche quest’anno. Il possesso di quattrocentomila veicoli inquinanti può essere più importante della salute di dieci milioni di lombardi?“
Così Legambiente Lombardia in una nota.
“Il ministro, provando a fare dell’ironia, – prosegue la nota – ha creduto di dover ricordare alla Commissione Europea la specificità della pianura padana come area particolarmente esposta agli inquinanti: «Non si sono accorti che abbiamo le Alpi a nord e gli Appennini a sud, quindi è più difficile il ricircolo dell’aria», ha affermato. È, invece, proprio perché in Pianura Padana gli inquinanti ristagnano più che altrove in Europa che si dovrebbe intervenire con maggiore incisività sulla riduzione delle emissioni. Invece, non c’è alcuna misura in vista, né sulle emissioni dei veicoli né sulle emissioni da fonte agricola e industriale; più che far ripassare la geografia a chi la conosce bene, si dovrebbe spiegare cosa si sta facendo realmente per limitare le emissioni, adesso e per il prossimo futuro“.
“Il segnale dato con questo rinvio è doppiamente sbagliato, sia per i cittadini sia per l’economia della regione,” commenta Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia. “La cattiva qualità dell’aria non si affronta con rinvii e deroghe ma accelerando sui cambiamenti necessari. La Pianura Padana è il luogo in cui bisogna puntare non solo sulla sostituzione dei vecchi diesel, ma sul cambiamento della mobilità: sostenendo l’auto elettrica, la ciclabilità e il trasporto pubblico, e rendendo queste alternative realmente accessibili. Regione Lombardia sposti i finanziamenti di strade e autostrade al sostegno della mobilità intelligente, per poter respirare un’aria migliore ma non solo”.
“Un provvedimento come il blocco dei diesel euro 5 avrebbe il doppio obiettivo di ridurre sia gli inquinanti primari, come l’NO2 in ambiente urbano, sia limitare il ruolo dello stesso inquinante come precursore delle polveri sottili”.
“Ridurre il chilometraggio dei diesel euro 5 tramite l’adesione a Move-In è una toppa peggiore del buco, oltre a costituire una ulteriore spesa per i cittadini,” afferma Federico Del Prete, responsabile mobilità e spazio pubblico di Legambiente Lombardia. “Provare a rimanere entro i limiti emissivi senza ridurre le fonti è una strategia inaffidabile. Se dovessimo rimanere nelle “scatole” da installare a bordo, avrebbe allora più senso iniziare a introdurre il limitatore automatico di velocità, che interviene in modo efficace sia sulla domanda di energia sia sulle emissioni, per non parlare della sicurezza stradale”.










