Torino, ciclabile umana dopo morte bambino di 7 anni in bicicletta

Dopo l'incidente mortale nel controviale di corso Regina Margherita, attivisti, associazioni e cittadini si uniscono in una catena umana per proteggere chi pedala e chiedere al Comune la chiusura dei controviali e l'azzeramento delle vittime della strada

ciclabile umana

La tragedia che ha colpito Torino la mattina di martedì 22 settembre ha scosso profondamente la comunità cittadina: la Consulta della Mobilità ciclistica e della Moderazione del Traffico ha organizzato una “ciclabile umana” come forma di cordoglio. Un bambino di 7 anni, infatti, è stato travolto e ucciso mentre andava a scuola in bicicletta, percorrendo la corsia ciclabile del controviale di corso Regina Margherita, all’angolo con Via Cesare Balbo. Un tratto vicino a un plesso scolastico, inserito in una zona dove vige il limite di velocità di 30 chilometri orari.

La risposta della cittadinanza e delle associazioni per la mobilità sostenibile non si è fatta attendere: per la mattina di mercoledì 23 settembre dalle 7:30 alle 8:30 — proprio nell’ora di punta dell’ingresso a scuola dei più piccoli —, è stata organizzata un’azione simbolica ma dal forte impatto visivo: una ciclabile umana lungo corso Regina Margherita, in particolar modo nel luogo dell’incidente.

Oltre alla ciclabile umana: l’appello della Consulta al Comune

La Consulta della Mobilità ciclistica e della Moderazione del Traffico, organo ufficiale del Consiglio comunale di Torino, ha dato appuntamento ad attivisti, genitori, ciclisti e semplici cittadini per formare una catena umana a bordo strada con l’obiettivo di proteggere fisicamente chi si sposta su due ruote o a piedi. L’iniziativa nasce per lanciare un messaggio chiaro alle istituzioni: quando la semplice pittura sulle corsie e i limiti nominali non bastano a salvare vite, è la comunità stessa a farsi scudo.

La Consulta ha diffuso un comunicato in cui si evidenzia come la corsia ciclabile avrebbe dovuto garantire la precedenza e la massima tutela del bimbo: l’organo ha richiesto al Comune l’effettività del limite dei 30 chilometri orari e la possibilità di chiudere completamente i controviali al traffico motorizzato, lasciandoli ad uso esclusivo di pedoni e ciclisti e consentendo l’accesso ai soli residenti a passo d’uomo.

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