Partecipando alla protesta dei ciclisti sotto al Palazzo civico a Torino di martedì 29 settembre ho cercato di ricordare. Ricordare precedenti storici e personali, con scarso aiuto da internet e intelligenza artificiale perché si tratta di eventi di decenni fa. Prima ancora delle critical mass che sono cominciate se non sbaglio intorno al 2002 in Italia, erano state organizzate credo due “bicifestazioni” del comitato di Largo Respiro attorno al centro storico di Torino. Correva l’anno 2000, a sostegno delle domeniche a piedi. Non credo ci siano foto.
L’onda della bici urbana arrivava da altre città e in particolare, per quanto riguarda l’Europa, da Berlino. Ho avuto la fortuna di essere nella capitale tedesca nella tarda primavera del 1982 e di incappare in una delle molto partecipate Fahrradsternfarht, di cui quest’anno si è svolta la 50esima edizione.

Stern significa stella, come quella che in qualche modo disegnavano i percorsi sulla mappa della città con un impressionante finale attorno alla colonna SiegesSaule e su prati attorno alla Porta di Brandeburgo. Non era solo una festa ma una lotta per le piste ciclabili e contro le autostrade urbane. Fino a quel soggiorno berlinese ero stato un ragazzo col motorino, poi rimasi folgorato anche politicamente dalla bicicletta.



