Bologna, Piano aria: tutte le misure antismog fino al 31 marzo 2027

Dal 1° ottobre 2026 al 31 marzo 2027 sono attive le limitazioni alla circolazione e le misure su riscaldamento e impianti a biomassa previste dal Piano Aria regionale. Sospeso il blocco strutturale dei diesel Euro 5, mentre l'accensione del riscaldamento è stata posticipata al 1° novembre

Bologna, Piano aria: tutte le misure antismog fino al 31 marzo 2027

A Bologna sono in vigore dal 1° ottobre le misure previste dal Piano Aria Integrato Regionale (Pair) per contrastare l’inquinamento atmosferico. I provvedimenti resteranno attivi fino al 31 marzo 2027 e riguardano la circolazione dei veicoli più inquinanti, il riscaldamento degli edifici e l’utilizzo degli impianti a biomassa.

Per la stagione 2026-2027 la Regione Emilia-Romagna ha deciso di sospendere il blocco strutturale dei veicoli diesel Euro 5, introducendo un pacchetto di misure alternative e compensative. Tra queste rientrano il posticipo al 1° novembre dell’accensione degli impianti di riscaldamento e il rafforzamento delle limitazioni previste nelle giornate caratterizzate da condizioni critiche per la qualità dell’aria.

Il calendario prevede inoltre limitazioni strutturali dal lunedì al venerdì e nelle domeniche ecologiche, mentre ulteriori restrizioni scattano in caso di superamento previsto dei valori limite del Pm10.

Le limitazioni alla circolazione nei giorni feriali

A Bologna le limitazioni strutturali alla circolazione si applicano dal lunedì al venerdì, dalle 8.30 alle 18.30, nel periodo compreso tra il 1° ottobre 2026 e il 31 marzo 2027.

Non possono circolare i veicoli diesel Euro 4 e precedenti, quelli a benzina Euro 2 e precedenti, i veicoli Gpl/benzina e metano/benzina Euro 2 e precedenti e i ciclomotori e motocicli Euro 2 e precedenti.

Le limitazioni sono sospese il 25 dicembre 2026, il 1° e il 6 gennaio e il 29 marzo 2027.

Sono previste deroghe per alcune categorie. Possono sempre circolare, nonostante le limitazioni, gli autoveicoli con almeno tre persone a bordo, se omologati per quattro o più posti, oppure con almeno due persone a bordo se omologati per due o tre posti. Sono inoltre esclusi dai divieti i veicoli elettrici o ibridi dotati di motore elettrico, quelli destinati al trasporto pubblico e una serie di veicoli di emergenza e soccorso indicati nell’ordinanza.

Le domeniche ecologiche

Nel periodo previsto dal Piano aria, tutte le domeniche sono giornate ecologiche e prevedono lo stop alla circolazione dalle 8.30 alle 18.30.

In queste giornate il divieto riguarda i diesel Euro 5 e precedenti, i veicoli a benzina Euro 2 e precedenti, quelli Gpl/benzina e metano/benzina Euro 2 e precedenti e i ciclomotori e motocicli Euro 2 e precedenti.

Le domeniche ecologiche sono previste dal 1° ottobre 2026 al 31 marzo 2027, con l’eccezione di domenica 28 marzo 2027.

Le misure su biomassa e riscaldamento

Il Piano aria introduce anche una serie di misure strutturali relative agli impianti a biomassa e al riscaldamento.

In presenza di un impianto di riscaldamento alternativo è vietato utilizzare gli impianti domestici a biomassa con prestazioni inferiori alla classe 4 stelle. È inoltre vietata l’installazione di nuovi generatori a biomassa per il riscaldamento inferiori alla classe 5 stelle.

Per i generatori di calore a pellet con potenza termica nominale inferiore a 35 kW è obbligatorio utilizzare pellet certificato.

Durante l’intera stagione termica, dall’1 novembre al 15 aprile, il riscaldamento deve essere regolato fino a un massimo di 19 °C nelle abitazioni e 17 °C nelle attività produttive e artigianali.

Sono esclusi dall’obbligo ospedali, scuole, case di cura e strutture assimilabili, oltre agli edifici con riscaldamento interamente generato da fonti di energia rinnovabile senza emissioni.

Tra le misure previste c’è anche l’obbligo, per gli esercizi commerciali e gli edifici pubblici, di mantenere chiuse le porte di accesso al pubblico per evitare dispersioni termiche, sia durante il periodo invernale sia durante quello estivo.

I divieti per le combustioni all’aperto

Il Piano prevede il divieto di combustioni all’aperto a scopo di intrattenimento, come falò tradizionali o fuochi d’artificio. Sono esclusi i barbecue.

Sono consentiti, in deroga, due eventi nel periodo compreso tra il 1° ottobre e il 31 marzo, purché siano promossi o autorizzati dall’Amministrazione comunale nell’ambito di festeggiamenti tradizionali e non siano state attivate le misure emergenziali.

È inoltre vietato bruciare i residui vegetali, salvo le specifiche deroghe previste.

Quando scattano le misure emergenziali

Le misure emergenziali vengono attivate sulla base delle verifiche effettuate da Arpae, l’Agenzia regionale per la prevenzione, l’ambiente e l’energia dell’Emilia-Romagna.

I controlli vengono effettuati il lunedì, mercoledì e venerdì e le misure scattano quando viene indicata la probabilità di superamento del valore limite giornaliero del Pm10 per tre giorni consecutivi, a partire dal giorno di controllo.

Il servizio di bollettino è attivo dal 1° ottobre al 31 marzo. Le misure emergenziali entrano in vigore il giorno successivo a quello del controllo e restano valide fino al successivo giorno di verifica incluso.

Il blocco emergenziale dei veicoli

Quando vengono attivate le misure emergenziali, le limitazioni alla circolazione vengono estese anche ai diesel Euro 5.

Il divieto è in vigore dalle 8 alle 19 e riguarda:

  • diesel Euro 5 e precedenti;
  • benzina Euro 2 e precedenti;
  • Gpl/benzina e metano/benzina Euro 2 e precedenti;
  • ciclomotori e motocicli Euro 2 e precedenti.

Durante le misure emergenziali è inoltre vietato, per tutti i veicoli, sostare con il motore acceso.

Le misure emergenziali su riscaldamento e agricoltura

Le restrizioni aggiuntive riguardano anche il riscaldamento e alcune attività agricole.

In caso di attivazione delle misure emergenziali è vietato lo spandimento di liquami zootecnici senza l’impiego di tecniche ecosostenibili.

È inoltre vietato utilizzare, in presenza di un impianto di riscaldamento alternativo, generatori di calore per uso civile alimentati a biomassa legnosa che non siano in grado di rispettare almeno i valori previsti per la classe 5 stelle in termini di prestazioni energetiche ed emissive.

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