Venezia, al via le misure antismog: limitazioni per veicoli e impianti termici

Dal 1° ottobre 2026 al 30 aprile 2027 sono in vigore le limitazioni alla circolazione nella terraferma del Comune di Venezia. Previsti quattro livelli di allerta per il PM10, sette domeniche ecologiche a Mestre e nuove regole per riscaldamento, biomassa e attività all'aperto

Venezia, al via le misure antismog: limitazioni per veicoli e impianti termici

Sono entrate in vigore il 1° ottobre le misure adottate dal Comune di Venezia per contenere l’inquinamento atmosferico nella stagione 2026-2027. Il provvedimento introduce limitazioni alla circolazione nella terraferma, differenziate in base ai livelli di concentrazione del PM10, e prevede inoltre sette Domeniche Ecologiche nel centro di Mestre.

Nello stesso quadro rientrano le nuove disposizioni sugli impianti termici, sull’utilizzo della biomassa legnosa e su alcune attività all’aperto che possono contribuire all’aumento delle concentrazioni di particolato.

Le limitazioni alla circolazione

Le limitazioni alla circolazione resteranno in vigore fino al 30 aprile 2027 e interessano la terraferma del Comune di Venezia, secondo le strade e le modalità definite dall’ordinanza.

In condizioni di Livello Verde, il divieto è attivo dal lunedì al venerdì, dalle 8:30 alle 19:30, nei periodi compresi tra il 1° ottobre e il 18 dicembre 2026 e tra il 7 gennaio e il 30 aprile 2027.

Le limitazioni riguardano diverse categorie di veicoli più emissivi, tra cui ciclomotori e motoveicoli Euro 0, autovetture e altri autoveicoli ad uso proprio alimentati a benzina Euro 0 e 1 e a diesel fino a Euro 4, oltre ai veicoli commerciali secondo le classi ambientali e le alimentazioni indicate nell’ordinanza.

In caso di peggioramento della qualità dell’aria, le restrizioni aumentano. Con il Livello di allerta 1 Arancio, le limitazioni si estendono dal lunedì alla domenica, dalle 8:30 alle 19:30, includendo anche i diesel Euro 5 secondo quanto previsto dal provvedimento.

Lo stesso schema si applica al Livello di allerta 2 Rosso, con le ulteriori misure previste dall’ordinanza. In caso di rosso prolungato, sono previste anche limitazioni per macchine agricole e macchine operatrici con motori non conformi almeno allo Stage III, che non potranno circolare per l’intera giornata nei periodi indicati.

Le deroghe previste

L’ordinanza prevede diverse deroghe per garantire la continuità dei servizi essenziali e rispondere a specifiche esigenze.

Tra i veicoli esentati, secondo le condizioni stabilite dal provvedimento, figurano quelli del trasporto pubblico e turistico, taxi e Ncc, i mezzi impiegati nei servizi di soccorso e pubblica sicurezza, quelli destinati al trasporto di farmaci e prodotti sanitari e i veicoli utilizzati per esigenze sanitarie e assistenziali.

Per i livelli di allerta arancione e rosso sono previste ulteriori deroghe, tra cui quella relativa al car-pooling con almeno quattro persone a bordo, nei casi e alle condizioni stabilite dall’ordinanza.

Sette Domeniche Ecologiche a Mestre

Per la stagione 2026-2027 sono previste sette Domeniche Ecologiche nel centro di Mestre. Il calendario è iniziato l’11 ottobre e proseguirà il 15 novembre e il 27 dicembre 2026, quindi il 17 gennaio, 21 febbraio, 14 marzo e 11 aprile 2027.

Durante le giornate ecologiche, il blocco della circolazione dei veicoli a motore sarà attivo dalle 8:30 alle 19:30.

L’area interessata comprende il centro di Mestre delimitato dalla tangenziale A57, dal raccordo autostradale tra l’uscita “Marghera” e il cavalcaferrovia di Mestre, dalla S.R. 11, dall’area di San Giuliano e da via Martiri della Libertà, secondo i confini stabiliti dall’ordinanza.

Sarà possibile raggiungere alcuni parcheggi all’interno dell’area soggetta al blocco esclusivamente attraverso gli itinerari indicati nel provvedimento.

Nuove regole per gli impianti termici

Dal 1° ottobre 2026 al 30 settembre 2027 sono in vigore anche nuove disposizioni relative al funzionamento degli impianti termici, all’utilizzo della biomassa legnosa e alle attività che possono contribuire alle concentrazioni di PM10.

La principale novità riguarda gli edifici non residenziali. Per edifici pubblici, commerciali, direzionali, destinati a servizi, attività associative, ricreative e di culto, gli impianti alimentati a combustibili fossili e a biomassa potranno funzionare dal 1° novembre 2026 al 12 aprile 2027.

Rispetto alla stagione precedente, il periodo di accensione viene quindi ridotto di 18 giorni, passando dal precedente intervallo 15 ottobre-15 aprile a quello 1° novembre-12 aprile. La disposizione non riguarda gli edifici considerati “sensibili”, tra cui quelli residenziali, ospedalieri e scolastici, né gli impianti alimentati esclusivamente a energia elettrica.

Temperature e utilizzo della biomassa

In condizioni di livello verde, la temperatura massima è fissata a 17°C, con una tolleranza di 2°C, negli edifici industriali e artigianali e a 19°C, sempre con 2°C di tolleranza, negli edifici residenziali, commerciali, direzionali e nelle altre categorie interessate.

Con l’attivazione del livello di allerta arancione o rosso, il limite scende a 17°C negli edifici industriali e artigianali e a 18°C negli altri edifici.

Sono previste restrizioni anche per gli impianti alimentati a biomassa legnosa. A livello verde non è consentito utilizzare generatori civili a legna o pellet con classificazione ambientale inferiore alle 4 stelle. Con l’allerta arancione o rossa il divieto viene esteso agli impianti con classificazione inferiore alle 5 stelle.

Resta escluso dalle limitazioni l’impianto a biomassa che rappresenta l’unico sistema di riscaldamento dell’abitazione.

Per le nuove installazioni sono inoltre previsti requisiti ambientali specifici. Per gli impianti fino a 35 kW è richiesta almeno la classificazione a 4 stelle, insieme a limiti emissivi e all’utilizzo di pellet certificato. Per gli impianti oltre 35 kW è richiesta almeno la classificazione a 5 stelle, con limiti emissivi più restrittivi.

Durante il funzionamento degli impianti di riscaldamento o raffrescamento è inoltre previsto, per tutto l’anno, l’obbligo di mantenere chiuse le porte degli edifici commerciali e aperti al pubblico, salvo la presenza di sistemi idonei a limitare lo scambio termico con l’esterno.

Fuochi, barbecue e residui vegetali

Dal 1° ottobre al 30 aprile sono previste limitazioni anche per alcune attività all’aperto che possono produrre particolato.

Il provvedimento riguarda fuochi d’artificio, falò tradizionali e barbecue alimentati con legna o carbone, con restrizioni che diventano più stringenti in presenza dei livelli di allerta arancione, rosso e rosso prolungato.

Nello stesso periodo è vietata la combustione all’aperto di piccoli cumuli di residui vegetali, fatta salva la deroga prevista per specifiche esigenze di tutela fitosanitaria.

I quattro livelli di allerta per il PM10

Il sistema di monitoraggio prevede quattro livelli: verde, arancione, rosso e rosso prolungato.

Il livello verde resta attivo per tutta la stagione. L’allerta arancione scatta dopo quattro giorni consecutivi con concentrazioni di PM10 superiori a 50 µg/m³, mentre il livello rosso viene attivato dopo dieci giorni consecutivi oltre la stessa soglia.

Il livello rosso prolungato viene confermato in caso di un secondo bollettino consecutivo con livello rosso.

Il monitoraggio viene effettuato sulla base dei dati e delle previsioni Arpav, con riferimento alla stazione di fondo urbano di Parco Bissuola. Il passaggio a un livello di allerta superiore viene comunicato ai Comuni, che provvedono a informare la cittadinanza attraverso i propri canali istituzionali.

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