La Valutazione d’impatto sanitario (Vis) relativa al progetto dell’inceneritore previsto a Bellolampo torna al centro del confronto dopo le osservazioni presentate dall’Asp di Palermo. La nota, inviata il 1° ottobre 2026 all’Assessorato regionale del Territorio e dell’Ambiente e all’Ufficio Speciale per la valorizzazione energetica e la gestione del ciclo dei rifiuti della Regione Siciliana, chiede ulteriori approfondimenti su diversi aspetti dell’esposizione della popolazione e dei possibili effetti sanitari associati all’impianto.
I rilievi dell’autorità sanitaria presentano diversi elementi di sovrapposizione con quelli depositati il 30 settembre da Federconsumatori Sicilia, Legambiente Sicilia, Wwf Sicilia, Zero Waste Sicilia, Cgil Sicilia e Italia Nostra Sicilia. Le organizzazioni chiedono di sospendere l’iter e di aprire un’inchiesta pubblica sul progetto.
L’esposizione della popolazione nelle aree vicine
Tra gli aspetti evidenziati dall’Asp c’è la necessità di non limitare la valutazione dell’esposizione agli inquinanti alla popolazione considerata nel suo complesso. Secondo le osservazioni, occorre approfondire la situazione delle aree più vicine all’impianto, considerando in modo specifico la popolazione potenzialmente interessata dalle ricadute delle emissioni.
Particolare attenzione dovrebbe essere riservata alle fasce più vulnerabili, tra cui bambini, anziani e donne in gravidanza. L’analisi non dovrebbe inoltre riguardare soltanto la componente atmosferica, ma estendersi al suolo, alle acque superficiali e sotterranee e alle attività presenti nelle aree interessate.
Tra gli elementi da approfondire figurano infatti la presenza di coltivazioni, pascoli e attività zootecniche, oltre alla possibile deposizione degli inquinanti sul territorio e al loro eventuale trasferimento nelle produzioni agricole e animali. L’Asp richiama quindi anche la necessità di valutare la possibile esposizione della popolazione attraverso la catena alimentare.
La richiesta di un monitoraggio ante operam
Un altro punto riguarda il monitoraggio ante operam, cioè la definizione della situazione ambientale esistente prima della realizzazione e dell’entrata in funzione dell’inceneritore.
Disporre di dati aggiornati sulle concentrazioni degli inquinanti consentirebbe di costruire una base di riferimento con cui confrontare i valori rilevati successivamente all’attivazione dell’impianto. La richiesta assume particolare rilievo in un’area metropolitana nella quale sono già presenti altre fonti emissive.
Tra queste viene richiamato anche il traffico veicolare, al quale si aggiungerebbe il traffico connesso al trasporto dei rifiuti verso Bellolampo. Le associazioni avevano già indicato questo aspetto tra gli elementi da approfondire insieme alla localizzazione dell’impianto e ai modelli utilizzati per stimare la dispersione degli inquinanti.
Le osservazioni delle associazioni
Federconsumatori Sicilia, Legambiente Sicilia, Wwf Sicilia, Zero Waste Sicilia, Cgil Sicilia e Italia Nostra Sicilia sottolineano la presenza di numerosi punti comuni tra le proprie osservazioni e quelle formulate dall’Asp.
Le organizzazioni sostengono che le integrazioni presentate nel corso dell’iter non abbiano ancora risolto le criticità da loro evidenziate sul piano ambientale, sanitario, tecnico ed economico. Da qui la richiesta di sospendere il procedimento e di procedere a ulteriori valutazioni.
Le associazioni chiedono inoltre che sui progetti degli inceneritori di Palermo e Catania venga aperto un confronto pubblico e invitano i Comuni interessati a sostenere formalmente la richiesta di un’inchiesta pubblica.
La coincidenza tra alcune delle questioni sollevate dall’Asp e quelle già contenute nelle osservazioni delle organizzazioni viene interpretata dalle stesse associazioni come una conferma della rilevanza tecnica delle loro richieste. Si tratta, tuttavia, di una valutazione espressa dalle organizzazioni e non di un giudizio autonomo dell’Asp sulle loro posizioni.
Cassiopea propone il confronto con tecnologie alternative
Nel dibattito si inserisce anche il Consorzio Cassiopea, che richiama una proposta avanzata in precedenza: affiancare alla valutazione del progetto dell’inceneritore un confronto tecnico con possibili soluzioni alternative.
Tra queste viene indicato il sistema Converter, presentato dal Consorzio come una tecnologia basata su un trattamento meccanico e termico dei rifiuti, con temperature dichiarate intorno ai 150 °C e senza combustione. Secondo la documentazione dei produttori richiamata nella proposta, il processo porta alla sterilizzazione e alla riduzione di peso e volume del materiale trattato, che potrebbe essere destinato, in funzione delle caratteristiche e della normativa applicabile, alla produzione di combustibile derivato dai rifiuti.
Le prestazioni indicate dal produttore, compresa l’assenza di emissioni nocive, sono però dichiarazioni che dovrebbero essere sottoposte a verifica tecnica nel caso di un confronto applicato alle condizioni e alla scala richieste dal contesto siciliano.
Cassiopea aveva già ipotizzato l’impiego di moduli Converter per affrontare anche parte dei rifiuti accumulati a Bellolampo. Secondo le stime del Consorzio, un sistema opportunamente dimensionato potrebbe intervenire sul materiale presente nel sito nell’arco di circa due anni, riducendo la necessità di nuove volumetrie di discarica e il trasferimento dei rifiuti fuori dalla Sicilia. Anche questa, però, è una stima del proponente e non un risultato già verificato sul caso Bellolampo.
Il confronto dovrebbe partire da dati comparabili
La proposta di Cassiopea viene quindi presentata come una richiesta di comparazione tecnica più che come una scelta preventiva a favore di una specifica tecnologia.
Un eventuale confronto dovrebbe considerare parametri omogenei per le diverse soluzioni: capacità di trattamento, costi per tonnellata, consumi energetici, emissioni, quantità e caratteristiche dei materiali in uscita, destinazione finale, compatibilità con la raccolta differenziata, numero di moduli necessari, investimenti e tempi di realizzazione.
In questo quadro, i rilievi dell’Asp sulla necessità di approfondire la valutazione sanitaria e le richieste delle associazioni possono essere collocati all’interno di un confronto più ampio sulle modalità con cui la Sicilia intende gestire il ciclo dei rifiuti.
La questione posta da Cassiopea è dunque quella di verificare, attraverso dati tecnici e comparabili, quali soluzioni possano garantire la gestione dei rifiuti con il minore impatto sanitario e ambientale, costi sostenibili e risultati misurabili, prima di assumere decisioni definitive sulla realizzazione dell’inceneritore di Bellolampo.



