Si prevede che tra ottobre e dicembre le temperature superficiali del Pacifico tropicale centrale e orientale aumenteranno a livelli record, determinando il rafforzamento di El Niño che avrà un impatto su economie, ecosistemi e comunità di tutto il mondo.
A dirlo l’ultimo aggiornamento mensile del clima stagionale globale dell’Organizzazione meteorologica mondiale (WMO), che afferma come il fenomeno meteorologico continuerà ad intensificarsi prima del suo picco previsto a dicembre ed è probabile che questo porti temperature superiori alla media in gran parte del mondo, aumentando inoltre il rischio di siccità e inondazioni in diverse regioni.
“El Niño si rafforza rapidamente. Le previsioni della WMO, frutto del consenso fra tredici centri nazionali e internazionali da Washington a Tokyo a Londra a Pune, indicano una probabilità vicina al 100 per cento che persisterà fino a febbraio 2027 – ha detto la segretaria generale dell’OMM Celeste Saulo – El Niño non aggiunge nuovo calore al pianeta. Rilascia calore che l’oceano ha già immagazzinato sotto la superficie – motivo per cui un evento forte così spesso diventa uno degli anni più caldi misurati. L’oceano da cui sta attingendo è il più caldo che abbiamo mai misurato. C’è semplicemente più calore disponibile da rilasciare”.
Temperatura superficiale e precipitazioni
La Terra ha avuto l’agosto più caldo mai registrato, secondo i rapporti mensili del Copernicus Climate Service dell’Unione Europea, della National Oceanic and Atmospheric Administration degli Stati Uniti e della NASA. La temperatura globale della superficie del mare ha raggiunto un massimo osservato in agosto.
Il Global Seasonal Climate Update prevede una probabilità schiacciante di temperature superiori alla media (1993-2009) su grandi aree in ottobre-dicembre. Ciò non significa che ogni luogo sarà più caldo della media ogni giorno, ma indica un forte segnale stagionale che aumenta la probabilità di temperature estreme e impatti legati al calore.
L’aggiornamento prevede anche cambiamenti ampi e coerenti nei modelli di pioggia, coerenti con un forte evento di El Niño. Questi segnali descrivono dove sono più probabili condizioni stagionali più umide o più secche del normale; non sostituiscono le previsioni nazionali e locali.
Il segnale umido dominante è la pioggia sopra il normale attraverso il Pacifico equatoriale centrale e orientale a est della Data Line. Le condizioni più più rese del normale sono anche più probabili in tutto il Grande Corno d’Africa; parti dell’Asia centrale e dell’Asia orientale costiera; parti settentrionali della penisola arabica; parti del Nord America a sud di 45°N; e sud-orientale del Sud America.
Al contrario, è previsto un ampio segnale secco sia sul Pacifico occidentale che sull’Oceano Atlantico equatoriale, che si estende attraverso il Pacifico meridionale fino alla punta meridionale del Sud America. Si prevedono condizioni più secche del normale sul subcontinente indiano; sull’America centrale meridionale e su parti dei Caraibi; sud-occidentale del Sud America.



