Torino, la malasosta blocca bus e tram: 137mila euro di danni nel 2025

La sosta irregolare ostacola il trasporto pubblico torinese e genera costi per l'azienda e la collettività. Secondo i dati presentati da Gtt in Consiglio comunale, nel 2025 le interruzioni del servizio causate dalle auto in sosta vietata sono state 410, mentre nei primi nove mesi del 2026 se ne sono registrate altre 229. Tra le linee più colpite figurano il 9 e il 15. Sotto osservazione anche le fermate e i capolinea, dove i veicoli parcheggiati impropriamente possono mettere a rischio la sicurezza dei passeggeri

Torino malasosta blocca bus e tram

Un’auto parcheggiata in doppia fila o troppo vicino a un incrocio può compromettere la circolazione di autobus e tram, provocando ritardi, deviazioni e interruzioni del servizio. A Torino, la malasosta rappresenta un problema ricorrente per il trasporto pubblico, con conseguenze che riguardano sia la regolarità delle corse sia i costi sostenuti dall’azienda e dalla collettività.

Il fenomeno è stato al centro di una riunione della commissione consiliare Servizi pubblici locali, congiunta con la commissione Trasporti, durante la quale i funzionari del Gruppo Torinese Trasporti (Gtt) hanno presentato un rapporto sulle interruzioni causate dalla sosta irregolare. Le commissioni sono presiedute da Emanuele Busconi, che ha richiamato l’attenzione sulla persistenza di comportamenti che ostacolano la mobilità urbana.

Secondo il presidente, la malasosta è ancora una consuetudine troppo diffusa in città e riflette le difficoltà nel superare un modello di mobilità fortemente incentrato sull’automobile. Le conseguenze, ha sottolineato, riguardano anche le persone più fragili, che possono incontrare difficoltà durante la salita e la discesa dai mezzi, oltre ai lavoratori del trasporto pubblico e all’amministrazione, chiamata a sostenere i costi dei disservizi.

Nel 2025 registrate 410 interruzioni del servizio

I dati presentati da Gtt quantificano l’impatto della sosta irregolare sulla rete torinese. Nel 2025 sono state registrate 410 interruzioni del servizio, con un danno economico diretto pari a 137.828,46 euro.

Nei primi nove mesi del 2026 gli episodi sono stati 229, di cui 134 concentrati in punti specifici della città. Il numero complessivo risulta inferiore a quello registrato nell’anno precedente, ma il rapporto evidenzia un altro elemento critico: l’aumento della durata media delle interruzioni, che prolunga le ripercussioni sulla circolazione.

Anche i costi hanno già raggiunto livelli significativi. Nei primi sei mesi del 2026, le 185 interruzioni rilevate hanno generato un impatto economico superiore a 55.400 euro.

I dati mostrano quindi che il problema non si esaurisce nel singolo mezzo bloccato. Quando un autobus o un tram non riesce a proseguire, l’azienda deve intervenire per gestire la circolazione, informare i passeggeri e limitare le conseguenze sulle altre corse.

Le linee 9 e 15 tra le più colpite

L’analisi di Gtt evidenzia una distribuzione non casuale degli episodi, con punti critici sia nel centro sia nelle aree periferiche. Tra le linee maggiormente interessate figura la linea 9, che ha registrato 88 blocchi nel 2025 e 52 nei primi nove mesi del 2026. Le criticità si concentrano soprattutto lungo corso Raffaello e via Madama Cristina.

Segue la linea 15, con 79 interruzioni nel 2025 e 54 nel 2026, in particolare nei tratti di via Monginevro e corso Belgio.

La linea 16 ha invece registrato 21 fermi nel 2025 e 20 nei primi nove mesi del 2026, soprattutto in corso Sommeiller.

Il fenomeno coinvolge anche diverse linee di autobus. Le linee 52, 56, 60 e 66 subiscono rallentamenti in varie zone della città, da via Giulio e via Bligny, in centro, fino a via Pepe, via Paris, via Lanfranchi e via Biamonti, tra periferia e collina.

La presenza di punti ricorrenti permette di individuare le aree nelle quali la sosta irregolare interferisce maggiormente con il passaggio dei mezzi pubblici.

Sosta irregolare anche ai capolinea: a rischio la sicurezza dei passeggeri

Le criticità non riguardano soltanto i casi in cui un veicolo impedisce completamente il transito. Gtt ha segnalato anche i disagi provocati dalle auto parcheggiate impropriamente in prossimità dei capolinea e delle aree riservate alla fermata dei mezzi.

Tra gli esempi indicati figurano Porta Susa, per le linee 8 e 19, e via Frejus, per la linea 68. In queste situazioni, la sosta irregolare può costringere il conducente a fermare il mezzo al di fuori delle piazzole dedicate, rendendo più complicata e potenzialmente pericolosa la discesa dei passeggeri.

Il problema riguarda in particolare le persone con mobilità ridotta e, più in generale, chi ha bisogno di condizioni adeguate per salire e scendere dal mezzo in sicurezza. La malasosta può quindi compromettere non solo la regolarità del servizio, ma anche l’accessibilità del trasporto pubblico.

Come interviene Gtt quando un mezzo resta bloccato

Quando un autobus o un tram non può proseguire a causa di un veicolo in sosta irregolare, Gtt attiva una procedura operativa per gestire l’emergenza e limitare le ripercussioni sulla rete.

Il conducente avvisa la Centrale operativa Sis, che può disporre deviazioni o limitazioni del percorso per evitare che altri mezzi rimangano bloccati in coda. Nel frattempo, viene inviato sul posto un graduato aziendale e viene richiesto l’intervento della Polizia municipale per la rimozione forzata del veicolo.

I passeggeri a bordo vengono informati della situazione e, quando sussistono le condizioni di sicurezza, fatti scendere per raggiungere le fermate utili più vicine.

Queste operazioni richiedono tempo e risorse e possono influire sulla continuità del servizio, soprattutto quando l’ostacolo si trova in un punto strategico della rete.

Controlli e sensibilizzazione per ridurre i disservizi

Secondo quanto emerso durante la riunione, le azioni legali e le diffide per il risarcimento dei danni non sono sufficienti, da sole, a contrastare il fenomeno. Gtt ritiene necessario affiancare agli interventi operativi una maggiore sensibilizzazione dei cittadini sui costi e sulle conseguenze della sosta irregolare.

L’azienda ha inoltre richiamato l’attenzione sulle segnalazioni degli utenti relative ai ritardi: in alcuni casi, i disservizi attribuiti all’inefficienza del trasporto pubblico possono dipendere da comportamenti individuali che impediscono ai mezzi di circolare regolarmente.

Il contrasto alla malasosta viene quindi indicato come una responsabilità condivisa tra istituzioni e cittadini. Ridurre gli ostacoli lungo i percorsi degli autobus e dei tram significa intervenire sulla regolarità del servizio, sulla sicurezza dei passeggeri e sull’efficienza complessiva della mobilità urbana.

Articolo precedenteBando Anci-Conai per la comunicazione locale: 1,5 milioni di euro, domande entro il 13 novembre
Articolo successivoMilano, dal 13 al 15 ottobre il Forum sulla rigenerazione urbana