In vista del 9 novembre, data di apertura della COP31, il Wwf esorta i governi “a dimostrare che l’azione globale per il clima sta passando in modo deciso dalla fase negoziale a quella di attuazione“, realizzando progressi concreti sugli impegni già assunti. “La transizione energetica sta accelerando in alcune aree chiave del mondo – dice l’associazione in una nota – dimostrando che il cambiamento è possibile, ma i Paesi non stanno ancora agendo con sufficiente rapidità per raggiungere gli obiettivi dell’Accordo di Parigi e affrontare i crescenti impatti climatici”.
“La scienza dimostra che è probabile un superamento della soglia di 1,5 °C – prosegue la nota – Il livello di azione intrapreso oggi ne determinerà la gravità e la durata. Per il Wwf, il successo della COP31 deve includere una risposta politica a questa sfida, con riduzioni più rapide delle emissioni, una maggiore resilienza per le persone e gli ecosistemi e finanziamenti sostanziali per i paesi in via di sviluppo, in particolare quelli più vulnerabili”.
Bernardo Tarantino, Responsabile Affari Istituzionali del WWF Italia, che parteciperà alla COP31, dichiara: “La crisi climatica e la sicurezza energetica sono centrali per la stabilità internazionale, la sicurezza delle persone e la competitività delle nostre economie. La dipendenza dai combustibili fossili ci espone alle turbolenze dei mercati globali, mentre i disastri climatici, dall’Europa al Nepal, mostrano il prezzo crescente dell’inazione. Non esistono scorciatoie nazionali ai problemi globali: le COP e il multilateralismo restano indispensabili, ma ora è il momento di trasformare gli impegni in risultati concreti. La recente sconfitta del negazionismo trumpiano dimostra che arretrare non è inevitabile”.
Mariagrazia Midulla, Senior Advisor su Clima ed Energia del WWF Italia, dichiara: “La crisi climatica sta accelerando, l’azione climatica è troppo lenta: la sfida per la COP31, ma soprattutto per i governi, è tutta qui. Nonostante la crescente preoccupazione dei cittadini, i governi non stanno facendo abbastanza. La transizione procede, perché le soluzioni alla crisi climatica portano benefici anche per l’economia e la società. Ma se non si accelera davvero sull’abbandono dei combustibili fossili in modo equo e governato, si rischia di trovarsi in situazioni di continue emergenze climatiche, come quelle che abbiamo visto in Europa questa estate”.



