Genova, assessore Campora: “La raccolta differenziata ha raggiunto il 42%”

I dati del capoluogo ligure sono stati illustrati dall’assessore Matteo Campora in consiglio comunale il 22 novembre, per rispondere ad un'interrogazione del consigliere di Genova Civica, Stefano Amore, sull’istallazione dei nuovi cassonetti "intelligenti": "Nel 2021 la differenziata si attestava sul 36%, nel 2022 abbiamo recuperato e siamo circa al 42%. Il dato storico vede Genova, da sempre, maglia nera ma oggi abbiamo questo trend in crescita"

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A Genova la raccolta differenziata si attesta intorno al 42%, in aumento del 6% circa rispetto all’ultimo anno e mezzo. Sono questi i dati più aggiornati sui rifiuti del capoluogo ligure, illustrati dall’assessore Matteo Campora in consiglio comunale il 22 novembre, per rispondere ad un’interrogazione del consigliere di Genova Civica, Stefano Amore, sull’istallazione dei nuovi cassonetti “intelligenti”.

“L’argomento necessita sicuramente di una commissione consiliare – ha detto Campora -, soprattutto per illustrare quello che è stato fatto in questi anni. Attualmente la differenziata è circa 42%, nell’ultimo anno e mezzo è salita del 6% circa. Nel 2021 si attestava sul 36%, nel 2022 abbiamo recuperato e siamo circa al 42%. Il dato storico vede Genova, da sempre, maglia nera nella differenziata, ma oggi abbiamo questo trend in crescita. Sappiamo che non è sufficiente, ovviamente, ma l’anno scorso abbiamo centrato l’obiettivo fissato dal contratto di servizio di città metropolitana. Puntiamo a centrarlo anche quest’anno”.

Sui nuovi cassonetti: “Questo progetto rappresenta il primo investimento importante negli ultimi trent’anni sulla città. E’ stato fatto un bando che ha portato all’istallazione di questi cassonetti che sono quelli che vengono utilizzati per la maggiore in tutta Italia. Naturalmente sono cassonetti nuovi e moderni e, concordo con lei, che debbano essere accompagnati da una corretta campagna d’informazione. Posso, comunque dire, che i problemi che oggi abbiamo sono gli stessi, che ad esempio, ha avuto La Spezia che li ha collocati quattro anni fa”.

Campora continua ha inoltre risposto al consigliere Amore sulla raccolta porta a porta: “In una città come Genova non è possibile attuare questo sistema di raccolta, avremmo dovuto aumentare il costo della Tari almeno del 3 o 4%. È possibile farlo solo in alcune zone. Esiste, ad esempio, il porta a porta di Crevari che funziona bene o dei negozi commerciali del centro storico. Tornando ai dati – conclude Campora – ricordo che il paragone va fatto con città con lo stesso numero di abitanti, avremo comunque modo di approfondire in un’apposita commissione con il nuovo presidente Amiu”.