Africa con Africa: il presidente di Slow Food International, Edward Mukiibi, con gli Ecomori a Torino

Il banco del progetto RePoPP di Eco dalle Città al mercato di Porta Palazzo ha ricevuto la visita di Edward Mukiibi, il nuovo presidente di Slow Food International che ha sostituito Carlin Petrini, che si trova in città per l'imminente Salone del Gusto. Mukiibi ha osservato l'allestimento del banco, il lavoro degli Ecomori tra gli ambulanti per i recuperi dell'ultimo minuto, la preparazione delle decine di cassette che venivano via via riempite di frutta e verdura recuperate e il comporsi della piccola folla in attesa della distribuzione

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Mercoledì 14 settembre il banco del progetto RePoPP di Eco dalle Città al mercato di Porta Palazzo a Torino ha ricevuto una visita importante: quella di Edward Mukiibi, presidente di Slow Food International, in città per l’imminente Salone del Gusto.

Arrivato proprio a ridosso dell’inizio dell’orario di distribuzione, accompagnato da Roberto Burdese, Cristina Agrillo e Abderrahmane Amajou, Mukiibi ha osservato l’allestimento del banco, l’impegno degli Ecomori che si muovevano tra gli ambulanti per i recuperi dell’ultimo minuto, la preparazione delle decine di cassette che venivano via via riempite di frutta e verdura recuperate e il comporsi della piccola folla in attesa della distribuzione. “Ma è tutta bellissima”, ha sussurrato con stupore osservando l’ortofrutta che veniva via via sistemata sul banco, e che invece senza RePoPP sarebbe finita in discarica. Si aspettavano, i dirigenti di Slow Food, che il cibo “salvato” fosse sì edibile ma non certo “bello” come quello ancora in vendita.

Qui il video della giornata https://fb.watch/fz04tLKb7m/

Il neo-presidente si è intrattenuto a parlare con Ibrahim, uno degli Ecomori oggi al lavoro in piazza della Repubblica, che gli ha raccontato le proprie origini di contadino della Somalia e di come il lavoro sui mercati di Torino in qualche modo rappresenti per lui un collegamento con quella che era la sua vita in patria. “Anch’io sono un contadino”, gli ha fatto sapere Mukiibi. Che poi ha proseguito: “Ho amato lavorare la terra con la mia famiglia in Uganda, e anche per questo, perché conosco quanto siano preziosi i frutti dei campi, non posso tollerare lo spreco alimentare; perciò sono grato dell’esistenza di progetti come il vostro, dell’operato di questi ragazzi e di chi l’ha ideato e lo coordina”.

L’erede di “Carlin” Petrini è un uomo mite, un buon osservatore e ascoltatore. Parla a voce bassa, e quando lo fa, fa sentire l’interlocutore come un proprio compagno, il socio o il membro di un unico grande gruppo che lavora sullo stesso obiettivo. “Quando ero giovane, sia da contadino che poi da studente, avevo tante idee sull’importanza di pratiche come quelle che fate voi, sulla condivisione delle risorse, e sui rischi che portavano i comportamenti che non tengono conto dell’ambiente, ma credevo di essere solo”, racconta. “Uscire di casa, e poi entrare in contatto con Slow Food e iniziare con loro a girare il mondo, mi ha fatto invece conoscere tante, tantissime persone che la vedono e la pensano come me. Ho capito che non solamente non sono solo, ma che siamo una moltitudine”, spiega, ripetendo più volte la frase “vi sono grato” che quasi stupisce chi lo ascolta.

Dopo aver preso parte come spettatore alla distribuzione in piazza, e aver notato con piacere come quel momento permetta anche di superare barriere fra – per esempio – giovani africani e anziani italiani offrendo occasione di integrazione spontanea e sincera, “Edie” e gli altri di Slow Food si trasferiscono presso il Banco Circolare all’interno del Mercato Centrale, dove l’Ecomoro gambiano Omar Sillah presenta loro le attività della Cucina Ecomora e i cuochi che vi lavorano.

Seduti a un tavolino, Mukiibi illustra come il suo insediamento alla presidenza dell’ente braidese coincida con una fase storica in cui più o meno tutti quanti sono ormai pienamente consapevoli della realtà del cambiamento climatico e della sussistenza di pressanti istanze ambientaliste. La fase in cui bisogna convincere la gente è conclusa; inizia quella in cui si deve passare all’azione.

“Per questo”, aggiunge, “sono rimasto piacevolmente stupito dal vedere che non c’erano solo anziani bisognosi a ritirare la frutta e verdura che recuperate, ma anche giovani universitari”. E suggerisce: “Con loro, affinché scelgano il recupero e il contrasto allo spreco, non è tanto o non solo l’aspetto legato all’indigenza l’argomento da utilizzare, ma proprio quello legato al beneficio che ciò porta all’ambiente. I giovani lo capiscono e sono più pronti a cambiare abitudine, superando anche la – per così dire – vergogna che potrebbe bloccare alcuni nel ricorrere a queste scelte”.

Dopo aver trascorso del tempo piacevole insieme, Mukiibi ci saluta dandoci appuntamento a Terra Madre 2022, che dal 22 al 26 settembre vedrà Eco dalle Città collaborarvi attivamente, tramite il lavoro delle Sentinelle Antispreco che aiuteranno la differenziazione e il corretto conferimento dei rifiuti della grande kermesse di Parco Dora.