“Agire contro il dilagante fenomeno dell’ultra-fast fashion”, Paesi Ue scrivono a Bruxelles

Alcuni stati membri, tra cui Italia, Francia e Slovenia, hanno presentato un documento informale che sollecita la Commissione Ue ad agire contro il dilagante fenomeno dell’ultra-fast fashion. Il documento chiede delle azioni urgenti tra cui: definizione dell'ultra-fast fashion e incremento della consapevolezza dei consumatori sulle sue conseguenze ambientali; regolamentazione delle piattaforme digitali per garantire la conformità agli standard ambientali Ue; far rispettare il principio "chi inquina paga"

ultra fast fashion

Alcuni stati membri dell’Unione europea, tra cui Italia, Francia e Slovenia, in occasione dell’ultimo Consiglio europeo ambiente, hanno presentato un documento informale (non-paper) che sollecita la Commissione Ue ad agire contro il dilagante fenomeno dell’ultra-fast fashion. Il testo è stato diffuso dall’associazione Recycling Europe sui suoi canali social.

I paesi sottolineano il devastante impatto ambientale ed economico dell’industria della moda ultra-veloce, che sta alimentando un consumo insostenibile di risorse e aumentando gli sprechi.

Il documento chiede delle azioni urgenti tra cui: definizione dell’ultra-fast fashion e incremento della consapevolezza dei consumatori sulle sue conseguenze ambientali; regolamentazione delle piattaforme digitali per garantire la conformità agli standard ambientali Ue; far rispettare il principio “chi inquina paga”, con contributi ecologici legati alle pratiche aziendali; rapida adozione dei requisiti di ecodesign per i tessuti.

Sebbene la recente legislazione Ue – come il Regolamento Ecodesign for Sustainable Products e la Direttiva Quadro sui Rifiuti – abbia compiuto passi importanti, gli Stati membri spiegano che queste misure non sono più sufficienti. Con il settore in rapida evoluzione, è fondamentale un approccio coordinato a livello Ue.

Il Consiglio per l’Ambiente ha confermato la necessità di un quadro legislativo completo ed efficace per accelerare la transizione verso un’economia circolare. I punti chiave includono: l’importanza di un mercato unico ben funzionante per i materiali riciclati, che riduce l’estrazione dei materiali e favorisce il riciclo; meccanismi di pricing per creare un campo di gioco equo tra modelli di business circolari e lineari; un appello a eliminare gradualmente le sostanze nocive implementando pienamente la Strategia Chimica per la Sostenibilità e aggiornando REACH; una spinta per una maggiore durabilità, riparabilità e riutilizzo nei prodotti, insieme all’attuazione tempestiva del Regolamento Ecodesign for Sustainable Products (ESPR).

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