Auto, dal 2026 scatta l’Euro 7: nuove regole più severe per benzina e diesel

Il regolamento europeo sulle emissioni veicolari entrerà in vigore da novembre 2026 per i nuovi modelli e dal 2027 per tutte le immatricolazioni. Limiti più stringenti su NOx, particolato da freni e pneumatici, durabilità estesa fino a 200 mila chilometri, monitoraggio continuo delle emissioni e introduzione del passaporto ambientale per ogni veicolo

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Il nuovo anno segna una svolta per il settore automobilistico europeo. Con l’avvicinarsi dell’entrata in vigore del regolamento Euro 7, l’Unione europea introduce un quadro normativo più rigoroso per ridurre le emissioni inquinanti dei veicoli stradali, incidendo in modo diretto soprattutto su motorizzazioni benzina e diesel.

Il regolamento prevede l’applicazione delle nuove regole a partire da novembre 2026 per i nuovi modelli di auto e furgoni, con estensione a tutte le nuove immatricolazioni dal novembre 2027. Per autobus, autocarri e rimorchi l’entrata in vigore è fissata al 2028, secondo una progressione pensata per consentire un adeguamento graduale dell’industria.

Le nuove disposizioni non si limitano allo scarico. Per la prima volta vengono regolamentate in modo puntuale anche le emissioni di particolato generate da freni e pneumatici, considerate una fonte rilevante di Pm10 e Pm2,5 nei contesti urbani. Vengono inoltre introdotti limiti più severi per sostanze finora meno monitorate, come l’ammoniaca prodotta dai sistemi di post-trattamento dei gas di scarico.

Un altro elemento centrale del regolamento riguarda la durabilità estesa dei veicoli. Le auto dovranno garantire il rispetto dei limiti emissivi per almeno 10 anni o 200.000 chilometri, raddoppiando di fatto i requisiti temporali rispetto alle normative precedenti. L’obiettivo è assicurare prestazioni ambientali costanti lungo l’intero ciclo di vita del mezzo.

Tra le novità figura anche l’introduzione dell’On-Board Monitoring (Obm), un sistema di controllo continuo delle emissioni che segnala eventuali superamenti dei limiti direttamente al conducente tramite il cruscotto. A questo si affianca il passaporto ambientale del veicolo, un documento digitale che raccoglie informazioni su emissioni di CO₂, consumi, inquinanti locali e, per i veicoli elettrificati, sullo stato e sulle prestazioni delle batterie.

Secondo le stime della Commissione europea, l’applicazione dell’Euro 7 consentirà una riduzione delle emissioni di ossidi di azoto pari a circa 35% per auto e furgoni e fino al 56% per camion e autobus, mentre le emissioni di CO₂ dei veicoli leggeri dovrebbero calare di circa 15% rispetto ai livelli di quattro anni fa. Per i mezzi pesanti l’obiettivo è una riduzione del 45% rispetto al 2019.

Le nuove regole puntano a migliorare la qualità dell’aria e la tutela della salute, ma comportano anche un aumento dei costi di sviluppo e produzione per le case automobilistiche, con possibili ricadute sui prezzi finali dei veicoli in un mercato già segnato da inflazione e transizione tecnologica.

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