Come ogni automobilista esperto sa bene, il consumo di carburante di un’autovettura dipende da numerosi fattori. Tra i più noti si ricordano i seguenti: tipo di motore, stile di guida, velocità media di marcia, tipo di percorso, carico trasportato, pressione delle gomme e altri ancora il cui ruolo è abbastanza marginale.
Tra quelli citati, la pressione delle gomme è uno dei parametri più facili da gestire, ma, curiosamente, è anche uno dei più trascurati.
Può essere quindi interessante capire in che modo la pressione pneumatici influenza il rendimento dell’auto e, di conseguenza, il consumo di carburante.
Pneumatici: la resistenza al rotolamento
Quando gli pneumatici rotolano durante la marcia, si deformano nella zona che viene a contatto con il manto stradale. Questa deformazione causa una perdita di energia, che può essere definita come resistenza al rotolamento. Per compensare questa perdita e mantenere la stessa velocità, il motore deve fornire una maggiore energia.
Di fatto, maggiore è la resistenza al rotolamento, maggiori saranno i consumi di carburante. Questa resistenza dipende soprattutto da due variabili: il tipo di mescola, che influisce sulla dissipazione energetica della gomma, e la pressione di gonfiaggio, che influisce sul livello di deformazione dello pneumatico.
L’importanza della pressione di gonfiaggio
È innanzitutto necessario ricordare che una corretta pressione di gonfiaggio delle gomme è fondamentale per la sicurezza di guida. Fatta questa opportuna premessa, è noto che una pressione scorretta ha un’influenza negativa sui consumi di carburante.
Quando la pressione è troppo bassa – e quindi la gomma appare sgonfia – aumenta la superficie di contatto con il manto stradale. Ciò provoca una maggiore deformazione della gomma e, di conseguenza, aumenta la resistenza al rotolamento. In sostanza, un valore inferiore a quello raccomandato dal costruttore incide in modo più o meno rilevante sui consumi e, inoltre, causa un’usura irregolare dello pneumatico.
Una pressione superiore a quella raccomandata non ha di per sé un’incidenza negativa sui consumi, tuttavia, oltre a determinare problemi di sicurezza e di usura irregolare della gomma, non produce un risparmio di carburante significativo.
Etichetta europea degli pneumatici ed efficienza dei consumi
Nel maggio del 2021 è entrata in vigore una nuova versione dell’etichetta europea degli pneumatici (la cui prima introduzione risale al 2012). Questa etichetta fornisce diverse informazioni sugli pneumatici, così che il consumatore possa scegliere con maggiore consapevolezza.
Fra queste informazioni è possibile trovare anche l’efficienza energetica dello pneumatico valutata in base alla resistenza al rotolamento.
Si distinguono 5 classi, che vanno dalla A alla E. Gli pneumatici più efficienti sono quelli appartenenti alle classi A e B, mentre quelli con efficienza inferiore vanno dalla classe C alla E.
Acquisti consapevoli e controlli della pressione
Come si può facilmente intuire da quanto riportato in precedenza, gli pneumatici incidono sui consumi di carburante più di quanto si possa pensare. Di fatto, scegliere modelli efficienti, ovvero con bassa resistenza al rotolamento (classi A e B) e verificare periodicamente, perlomeno una volta al mese, se la pressione di gonfiaggio è quella corretta consente non solo di ottenere un risparmio di carburante, ma anche di ridurre l’emissione di sostanze inquinanti.











