La raccolta delle batterie portatili esauste in Italia evidenzia una criticità strutturale che rischia di compromettere il raggiungimento dei target comunitari. I dati relativi al 2025 indicano che il Paese intercetta solo il 31% delle batterie immesse sul mercato, una percentuale inferiore a quella registrata in altri grandi Stati europei come Spagna, Germania e Francia.
Il confronto con gli obiettivi fissati dal Regolamento UE 2023/1542 rende il divario ancora più evidente. Entro il 2030, infatti, l’Europa richiede di raggiungere una quota di raccolta pari al 73%. Per colmare questa distanza, la raccolta media pro-capite, oggi ferma a 150 grammi, dovrebbe più che raddoppiare, arrivando a 360 grammi.
In questo contesto opera Erion Energy, che nel corso del 2025 ha raccolto 6.200 tonnellate di batterie esauste, registrando un incremento dell’8% rispetto all’anno precedente. Il corretto trattamento dei flussi intercettati ha consentito il recupero di quasi 3.000 tonnellate di piombo, 1.600 tonnellate di ferro, circa 400 tonnellate di zinco e 40 tonnellate di alluminio, materiali successivamente reimmessi nei cicli produttivi.
“Il Paese è ancora molto lontano dagli obiettivi europei ed è sempre più urgente accelerare sul fronte della raccolta”, ha spiegato Laura Castelli, direttore generale del Consorzio. Secondo Castelli, l’approvazione del decreto legislativo di recepimento del regolamento europeo rappresenta un passaggio rilevante perché ridefinisce l’intero ciclo di vita delle batterie, introducendo maggiori livelli di tracciabilità, controllo e recupero dei materiali.
Una delle principali criticità riguarda le batterie contenute nei piccoli rifiuti elettrici ed elettronici (RAEE). Nei dispositivi di uso quotidiano, come telecomandi, bilance o casse wireless, le batterie spesso non vengono rimosse prima del conferimento. A fronte di un potenziale di recupero di 10 chilogrammi per tonnellata di RAEE, il sistema intercetta mediamente solo 6 chilogrammi, riducendo l’efficienza complessiva del riciclo.
Per affrontare questa problematica, Erion Energy ha avviato tavoli di confronto con impianti di trattamento e associazioni di categoria, con l’obiettivo di migliorare l’intercettazione dei flussi e ridurre i conferimenti errati.
Dalle indagini emerge inoltre una chiara indicazione da parte dei cittadini: la richiesta di prossimità. Secondo lo studio “Sostenibilità e consapevolezza” realizzato da Ipsos Doxa Italia, l’84% degli intervistati preferirebbe conferire le batterie esauste in supermercati o in altri luoghi di uso quotidiano, come negozi, parchi, stazioni e spazi pubblici.
Nonostante il 92% delle persone dichiari di sapere che le pile devono essere raccolte separatamente, il comportamento quotidiano resta fragile. Le principali soluzioni indicate riguardano una maggiore visibilità dei punti di raccolta, promemoria semplici legati alle abitudini quotidiane e una mappatura pubblica aggiornata dei contenitori attivi.
Le preferenze variano anche su base territoriale. Nel Sud e nelle Isole cresce l’interesse per i punti di conferimento presso uffici comunali e postali, mentre nel Nord Est è più marcata la preferenza per il modello retail. Nelle grandi città, infine, oltre ai supermercati, vengono indicati come luoghi strategici anche scuole e uffici comunali.
Il quadro restituisce l’immagine di un sistema che necessita di un’evoluzione organizzativa, in cui la raccolta delle batterie esauste diventi parte integrante dei percorsi quotidiani, condizione ritenuta essenziale per ridurre il divario tra gli obiettivi europei e i risultati nazionali.











