Big data e cambiamento climatico, l’Università delle Nazioni Unite apre al Tecnopolo di Bologna

Firmata l’intesa per l’insediamento dell’Istituto ONU per l’Intelligenza artificiale al DAMA: analisi su clima, trasformazioni globali e impatti sociali, con un investimento statale da 40 milioni di dollari e un sostegno pluriennale a ricerca e cooperazione internazionale

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La cittadella europea della scienza di Bologna rafforza il proprio ruolo internazionale con l’insediamento dell’Istituto per l’Intelligenza artificiale dell’Università delle Nazioni Unite (UNU-AI). La firma dell’intesa sancisce l’arrivo in Italia della prima Facoltà ONU dedicata all’intelligenza artificiale nell’Europa mediterranea, collocata all’interno del DAMA – Tecnopolo Data Manifattura di Bologna, struttura gestita dalla Regione Emilia-Romagna.

L’accordo è stato sottoscritto per il Governo italiano dalla ministra dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini e dal rettore dell’Università delle Nazioni Unite Tshilidzi Marwala, alla presenza del presidente della Regione Emilia-Romagna Michele de Pascale. L’insediamento è il risultato di un percorso congiunto tra il Ministero dell’Università e della Ricerca e il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, che ha seguito il negoziato con le Nazioni Unite e ne sostiene il finanziamento.

L’UNU-AI utilizzerà intelligenza artificiale, big data e supercalcolo per studiare come il cambiamento climatico e le grandi trasformazioni globali incidano sulle comunità, sugli equilibri sociali ed economici e sui sistemi territoriali, fornendo basi scientifiche a supporto delle decisioni pubbliche e delle politiche di cooperazione internazionale. Il centro di Bologna rappresenta il quattordicesimo istituto accademico della rete globale dell’Università delle Nazioni Unite ed è la prima sede italiana dell’organizzazione.

A sostegno dell’avvio dell’Istituto, il Governo italiano ha stanziato 40 milioni di dollari per il fondo di dotazione, garantendone la sostenibilità nel lungo periodo. È inoltre previsto un contributo annuale di 2,5 milioni di euro per i primi dieci anni di attività, mentre la Regione Emilia-Romagna mette a disposizione gli spazi del Tecnopolo e il loro allestimento.

Secondo la ministra Bernini, la scelta di Bologna si inserisce in un percorso che ha trasformato il Tecnopolo in uno dei principali poli europei per supercalcolo, dati e intelligenza artificiale, grazie alla presenza del supercomputer Leonardo, del Centro meteo europeo ECMWF, di Cineca e di nuovi investimenti legati alla Data Valley. L’insediamento dell’UNU-AI rafforza il ruolo dell’Italia nella governance globale dell’intelligenza artificiale, creando nuove opportunità per università, ricercatori e centri di innovazione.

Per il presidente de Pascale, l’arrivo dell’Università delle Nazioni Unite rappresenta uno dei progetti scientifici e istituzionali più rilevanti per l’Emilia-Romagna, destinato a valorizzare ulteriormente il sistema universitario e della ricerca regionale. La scelta del DAMA conferma una visione che considera l’innovazione tecnologica una leva di sviluppo e uno strumento per rispondere a bisogni concreti di persone e imprese, rafforzando al contempo la cooperazione internazionale.

Il DAMA Tecnopolo, nato dal recupero dell’ex Manifattura Tabacchi progettata da Luigi Nervi e sostenuto da fondi europei, nazionali e regionali, si configura sempre più come hub europeo della scienza e delle nuove tecnologie. Accanto alle infrastrutture già operative, l’UNU-AI contribuirà a consolidare Bologna come punto di riferimento per la ricerca applicata alle grandi sfide ambientali e sociali.

Al centro delle attività dell’Istituto ONU vi sarà lo studio delle dinamiche climatiche, delle trasformazioni ambientali ed economiche e dei loro effetti su salute, migrazioni e coesione sociale, con particolare attenzione ai Paesi in via di sviluppo. L’elaborazione di modelli basati sui dati mira ad anticipare gli impatti del cambiamento climatico e a fornire strumenti operativi per politiche pubbliche più efficaci.

L’UNU-AI opererà inoltre come punto di raccordo tra il sistema italiano della ricerca e la rete delle Nazioni Unite, contribuendo alla produzione di analisi indipendenti e al supporto delle politiche globali per lo sviluppo sostenibile, in coerenza con gli obiettivi dell’Agenda 2030. Un insediamento che rafforza il profilo internazionale dell’Italia e consolida Bologna come nodo strategico nel dibattito globale su intelligenza artificiale, clima e futuro delle società contemporanee.

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