Martedì 1° settembre il ministro dell’Istruzione Valditara ha annunciato che il governo ha stanziato 20 milioni di euro come contributo per le spese che gli enti locali dovranno sostenere per dotare le scuole italiane di impianti di condizionamento. Una misura che dietro la retorica della “promessa mantenuta” con cui è stata presentata, in termini finanziari rappresenta un intervento davvero modesto, come fa notare Reginaldo Palermo su La Tecnica della Scuola.
“Le istituzioni scolastiche sono più o meno 7 mila: 20milioni equivalgono a meno di 3mila euro per ogni istituto – scrive Palermo – . Ma il conteggio, ovviamente, va fatto sugli edifici scolastici, che sono all’incirca 40mila, quindi parliamo di 500 euro in media per ciascun plesso. E se poi vogliamo avere un numero ancora più preciso diciamo che e aule potrebbero essere più o meno 400mila. Insomma, a conti fatti 50 euro in media per ciascun aula”. Il prezzo, più o meno, di un buon ventilatore.
“Si dirà: è vero – prosegue Palermo – ma le spese per la manutenzione degli edifici sono a carico di Comuni e Province (o Città metropolitane), quindi lo stanziamento ministeriale deve essere inteso come un contributo. Giustissimo, ma allora facciamo un altro conteggio: calcolando anche solo 500 euro per ‘rinfrescare’ un’aula la spesa a livello nazionale ammonterebbe e 200milioni di euro; ma ci siamo tenuti leggeri, leggerissimi perché oltre alle aule bisognerebbe considerare anche le mense, le palestre e i laboratori”.
Insomma 20 milioni di euro appaiano come uno stanziamento a dir poco insufficiente.










