Negli scorsi giorni Isde Italia – Medici per l’Ambiente ha inviato una serie di lettere ufficiali a istituzioni nazionali e locali per sensibilizzare sui risultati del progetto Cambiamo Aria, sollecitando azioni concrete e tempestive per contrastare l’inquinamento atmosferico e tutelare la salute pubblica.
Le comunicazioni sono state indirizzate ai Ministeri (Ambiente, Trasporti, Salute e Agricoltura), alla Regioni, all’Anci, al Sistema nazionale per la Protezione dell’Ambiente (Snpa), all’Istituto superiore per la Protezione e la Ricerca ambientale (Ispra), alle Agenzie regionale e provinciale per la Protezione dell’Ambiente (Arpa e Appa) e ai sindaci delle 27 città italiane coinvolte nel progetto. Un’iniziativa corale che mira a portare i dati scientifici al centro delle decisioni politiche e amministrative.
Il progetto Cambiamo Aria documenta infatti, con analisi indipendenti e comparabili basate sui dati ufficiali delle agenzie ambientali, livelli di inquinamento atmosferico ancora critici in molte aree urbane, in particolare per PM2,5 e NO₂, inquinanti associati a un aumento di mortalità e morbilità per malattie cardiovascolari, respiratorie e oncologiche. Le evidenze mostrano che le raccomandazioni dell’Organizzazione mondiale della Sanità (Oms) non vengono rispettate e che è in corso una persistente esposizione della popolazione, soprattutto dei gruppi più vulnerabili.
Le richieste di Isde sulla base dei dati di Cambiamo Aria
Nelle lettere Isde richiama la responsabilità delle istituzioni nel tradurre i risultati scientifici in politiche efficaci. In particolare, l’associazione chiede piani strutturali di riduzione delle emissioni nelle aree urbane, e interventi su traffico, riscaldamento degli edifici e pianificazione urbana orientata alla salute.
Non solo: secondo Isde è fondamentale anche il rafforzamento del monitoraggio e della trasparenza dei dati ambientali, unito a un allineamento delle politiche locali e nazionali alle più recenti evidenze scientifiche e agli standard sanitari internazionali. L’Associazione sottolinea che le misure emergenziali non sono più sufficienti: servono strategie integrate e di lungo periodo, capaci di produrre benefici misurabili per la salute dei cittadini.
Un appello alla responsabilità istituzionale
Con questa iniziativa, Isde intende aprire un confronto diretto con decisori pubblici e amministratori, mettendo a disposizione competenze medico-scientifiche e dati aggiornati. L’obiettivo è chiaro: ridurre l’esposizione della popolazione all’inquinamento atmosferico e prevenire malattie evitabili, agendo ora.
Il progetto Cambiamo Aria continua così a essere non solo uno strumento di analisi, ma anche una leva di advocacy sanitaria, affinché la qualità dell’aria diventi una priorità concreta nelle politiche pubbliche del Paese.











