Carnevale e microplastiche: Sima avverte, fino a 600 anni per degradarsi

La Società italiana di medicina ambientale segnala l’impatto ambientale e sanitario di coriandoli e stelle filanti in plastica e chiede ai Comuni di intervenire con divieti locali per ridurre la dispersione di microplastiche durante le festività

Carnevale microplastiche Sima

Durante le celebrazioni del Carnevale cresce l’attenzione sugli effetti ambientali legati all’uso di coriandoli e stelle filanti in materiali plastici, sempre più diffusi nelle manifestazioni pubbliche. A richiamare l’attenzione è la Società italiana di medicina ambientale, che evidenzia come questi prodotti rappresentino una fonte significativa di microplastiche destinate a persistere nell’ambiente per tempi molto lunghi.

Secondo Sima, se in passato coriandoli e stelle filanti erano realizzati prevalentemente in carta, con tempi di decomposizione di circa sei settimane, oggi il mercato propone sempre più spesso versioni in plastica, arricchite da glitter, colori metallizzati o fosforescenti. Materiali che, una volta dispersi, possono impiegare fino a 600 anni per degradarsi completamente, contribuendo all’accumulo di rifiuti plastici in aria, suolo e acque.

L’associazione sottolinea che l’impatto non riguarda solo l’ambiente. Le microplastiche e nanoplastiche possono entrare nella catena alimentare e nell’organismo umano attraverso acqua, alimenti e aria, con potenziali effetti sul sistema cardiovascolare, endocrino, respiratorio, nervoso e riproduttivo. Un’esposizione che, secondo gli esperti, rappresenta un fattore di rischio crescente per la salute pubblica.

I dati globali rafforzano l’allarme: ogni anno circa 11 milioni di tonnellate di plastica finiscono negli oceani, di cui quasi 230mila tonnellate nel Mar Mediterraneo. In questo contesto, Sima invita le amministrazioni locali a intervenire con misure preventive mirate.

L’appello è rivolto ai sindaci di tutta Italia, affinché adottino ordinanze per vietare l’utilizzo di coriandoli e stelle filanti in plastica durante gli eventi pubblici, seguendo l’esempio già adottato dal Comune di Venezia. Una scelta che, secondo l’associazione, consentirebbe di ridurre in modo significativo la produzione di rifiuti plastici legati alle festività e di limitare gli effetti negativi su ambiente e salute.

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