Clima, mobilitazione verso la Conferenza di Santa Marta per il futuro climatico globale

Organizzazioni ambientaliste, movimenti e sindacati chiedono a parlamentari italiani ed europei un impegno concreto per l’uscita da carbone, petrolio e gas in vista della conferenza internazionale in programma dal 24 al 29 aprile 2026 in Colombia, con l’obiettivo di definire una roadmap globale per il phase-out dei combustibili fossili

Clima, appello alla mobilitazione verso la Conferenza di Santa Marta

Una vasta rete di organizzazioni della società civile italiana ha avviato una mobilitazione in vista della Conferenza internazionale sulla transizione oltre i combustibili fossili, in programma a Santa Marta, in Colombia, dal 24 al 29 aprile 2026. Al centro dell’iniziativa, un appello rivolto a deputati, senatori ed europarlamentari per chiedere un impegno chiaro sull’uscita da carbone, petrolio e gas.

Tra i promotori figurano realtà ambientaliste, movimenti e organizzazioni sindacali come CGIL, Greenpeace Italia, Legambiente, WWF Italia, insieme a Fridays for Future Italia, Extinction Rebellion Italia e ad altre realtà impegnate sui temi della giustizia climatica.

Una conferenza internazionale sulla transizione energetica

Promossa dai governi di Colombia e Paesi Bassi, la conferenza rappresenta il primo appuntamento globale dedicato alla costruzione di una coalizione internazionale per accelerare una transizione energetica equa e in linea con gli obiettivi dell’Accordo di Parigi.

L’iniziativa è collegata alla Fossil Fuel Treaty Initiative, che promuove l’adozione di un trattato vincolante per la progressiva eliminazione dei combustibili fossili, con tempistiche definite e obiettivi misurabili.

Le richieste alle istituzioni italiane ed europee

Nell’appello, le organizzazioni evidenziano l’insufficienza delle politiche climatiche attuali e chiedono un ruolo più attivo dell’Italia e dell’Unione europea nel rafforzare l’ambizione climatica.

Tra le richieste avanzate: chiarire il mandato con cui il Governo parteciperà alla conferenza, sostenere le proposte che emergeranno a livello internazionale, promuovere nel dibattito pubblico l’urgenza del phase-out e rafforzare politiche coerenti con una transizione energetica giusta.

Le organizzazioni sottolineano inoltre una distanza tra gli impegni internazionali e le scelte politiche nazionali, citando il rinvio del phase-out dal carbone e il sostegno a un allentamento di strumenti europei come l’ETS.

Mobilitazione e iniziative pubbliche

La mobilitazione proseguirà con iniziative pubbliche nelle settimane precedenti alla conferenza. È previsto un incontro il 21 aprile presso l’Università La Sapienza di Roma, seguito da un presidio il 27 aprile in Piazza Capranica, alla vigilia della fase conclusiva dei negoziati internazionali.

Secondo i promotori, l’uscita dai combustibili fossili rappresenta non solo una priorità ambientale, ma anche una condizione per affrontare crisi globali, disuguaglianze e tensioni geopolitiche legate alle risorse energetiche.

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