La Commissione europea ha inviato al Governo italiano una lettera contenente osservazioni sulla proposta di regola tecnica notificata dall’Italia il 1° aprile 2026, che introduce obblighi di biodegradabilità e compostabilità per alcune categorie di imballaggi in plastica monouso. Il documento è stato trasmesso nell’ambito della procedura prevista dalla direttiva (UE) 2015/1535, attraverso la quale la Commissione e gli altri Stati membri possono esaminare preventivamente le regolamentazioni tecniche nazionali.
Le osservazioni formulate da Bruxelles non hanno carattere ostativo e non producono effetti sul periodo di standstill previsto dalla procedura di notifica. Di conseguenza, l’Italia può proseguire l’iter del provvedimento secondo il calendario già previsto.
La proposta italiana modifica il Testo unico ambientale con l’obiettivo di consentire, in alcuni casi, l’immissione sul mercato di imballaggi compostabili in deroga al principio generale della riciclabilità previsto dal Regolamento (UE) 2025/40 sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio (PPWR).
I chiarimenti richiesti sul PPWR
Nel documento la Commissione evidenzia alcuni aspetti sui quali ritiene necessario un chiarimento da parte delle autorità italiane.
In particolare, Bruxelles osserva che la deroga prevista dall’articolo 9 del PPWR, che consente agli Stati membri di richiedere l’utilizzo di imballaggi compostabili per specifiche applicazioni, è subordinata al rispetto di determinate condizioni. Tra queste vi è il fatto che tale obbligo fosse già previsto prima della data di applicazione del regolamento europeo, fissata al 12 agosto 2026. La proposta notificata dall’Italia prevede invece che le nuove disposizioni entrino in vigore dal 1° gennaio 2030, elemento sul quale la Commissione chiede chiarimenti.
Bruxelles invita inoltre il Governo italiano a precisare come intenda garantire il corretto conferimento degli imballaggi compostabili nella raccolta dell’organico, anche nel caso in cui tali prodotti diventino rifiuti in altri Stati membri che non dispongono di infrastrutture analoghe per il compostaggio.
Le osservazioni sulla direttiva Sup
La Commissione richiama anche la direttiva europea sulla plastica monouso (Single-Use Plastics Directive), ricordando che la definizione di plastica contenuta nella normativa comprende anche le plastiche biodegradabili e compostabili.
Di conseguenza, secondo Bruxelles, gli imballaggi oggetto della proposta italiana continuano a rientrare nell’ambito di applicazione della direttiva e restano soggetti sia ai divieti previsti per alcune categorie di prodotti sia agli obiettivi di riduzione del consumo della plastica monouso. La Commissione invita inoltre l’Italia a chiarire che eventuali piatti monouso compostabili non siano esclusi dai divieti già previsti dalla normativa europea.
La posizione di Assobioplastiche
Assobioplastiche difende la proposta italiana, ritenendola uno strumento necessario per tutelare la filiera nazionale delle bioplastiche compostabili. Secondo l’associazione, il provvedimento “mette al riparo un’intera filiera industriale, in particolare agroindustriale e della grande distribuzione organizzata, dai divieti sugli imballaggi monouso in plastica previsti dal PPWR, proponendo un’alternativa valida sia sotto il profilo tecnico sia sotto quello della sostenibilità per tutte le applicazioni in cui il ricorso a un packaging con specifiche funzionalità e caratteristiche risulta indispensabile”.
Assobioplastiche evidenzia inoltre che l’Italia dispone già di una filiera in grado di garantire il corretto fine vita degli imballaggi compostabili, grazie a un sistema di raccolta e riciclo della frazione organica che ne consente la valorizzazione. L’associazione sottolinea inoltre che le osservazioni formulate dalla Commissione europea non hanno conseguenze sul periodo di standstill previsto dalla procedura di notifica e che, di conseguenza, l’Italia può proseguire l’iter del provvedimento secondo i tempi previsti. Per questo auspica che il percorso normativo possa concludersi entro l’11 agosto, così da “mettere al riparo l’intera filiera da ogni incertezza”.










