Comuni al voto in Lombardia, cresce il consumo di suolo tra logistica e data center

Secondo l’analisi di Legambiente Lombardia sui dati ISPRA relativi al periodo 2021-2024, oltre un terzo dei Comuni lombardi chiamati alle urne ha registrato nuove superfici urbanizzate. Lecco si distingue per un consumo di suolo quasi nullo, mentre Mantova guida la classifica dei capoluoghi per ettari trasformati. Tra le principali cause figurano logistica, infrastrutture, data center e nuovi insediamenti produttivi

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A pochi giorni dalle elezioni amministrative che coinvolgeranno 93 Comuni lombardi, tra cui i capoluoghi Lecco e Mantova, Legambiente Lombardia ha diffuso un’analisi basata sui dati ISPRA relativi al periodo 2021-2024 per valutare l’andamento del consumo di suolo durante l’ultimo mandato amministrativo. Poiché i dati del 2025 non sono ancora disponibili, il confronto riguarda il quadriennio 2021-2024.

Lecco quasi a consumo di suolo zero, Mantova supera i 50 ettari

Tra i Comuni analizzati emerge il caso di Lecco, indicato come uno dei pochi capoluoghi ad aver mantenuto un consumo di suolo quasi nullo nel periodo considerato. Al contrario, oltre un terzo dei Comuni interessati dalla tornata elettorale ha trasformato almeno un ettaro di terreno agricolo.

Tra i capoluoghi, Mantova registra il dato più elevato con oltre 50 ettari di suolo consumati, principalmente per la realizzazione di nuovi capannoni e aree logistiche nelle vicinanze dell’Autostrada del Brennero.

Infrastrutture, logistica e data center tra le principali trasformazioni

L’analisi evidenzia anche situazioni legate a grandi opere infrastrutturali sovracomunali. È il caso di Lonato del Garda, interessato dai cantieri dell’alta velocità ferroviaria, di Casorate Sempione, coinvolto nel collegamento ferroviario con Malpensa, e di Segrate, dove i lavori per la nuova Cassanese hanno inciso significativamente sulle superfici libere.

Tra gli altri Comuni con importanti trasformazioni figurano Bollate, interessata da nuovi interventi residenziali, e Vigevano, dove l’espansione è stata legata soprattutto a strutture commerciali.

Particolarmente rilevante il peso della logistica, con nuovi poli realizzati o in fase di sviluppo a Voghera, Silvano Pietra e Borgo San Giovanni. In diversi centri della pianura lombarda, invece, il consumo di suolo è stato determinato dall’espansione di aree industriali esistenti. Tra le trasformazioni segnalate figurano anche nuovi data center, come quello realizzato a Vellezzo Bellini.

L’appello di Legambiente ai futuri amministratori

Secondo Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia, le elezioni rappresentano un momento importante per orientare le politiche territoriali dei prossimi anni.

“L’impegno che chiediamo ai futuri sindaci e alle maggioranze che usciranno vincitrici è quello di fermare la perdita di suolo, che dipende in misura determinante dalle scelte urbanistiche sviluppate a livello locale”, afferma Meggetto.

La presidente dell’associazione sottolinea inoltre come la riduzione del consumo di suolo possa passare attraverso il recupero di aree dismesse e la riqualificazione di tessuti urbani esistenti, limitando interventi considerati di carattere speculativo, come alcuni grandi insediamenti logistici o data center realizzati in aree agricole.

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