Il sistema delle Comunità energetiche rinnovabili in Emilia-Romagna registra una crescita, ma resta caratterizzato da un percorso di sviluppo ancora in corso. È quanto emerge dall’indagine promossa dalla Regione e realizzata da Art-ER, basata su un campione di 45 comunità già costituite.
Un sistema in crescita
Secondo i dati raccolti, circa il 43% delle Cer censite a fine 2025 è stato analizzato nell’indagine. Tutte le comunità considerate risultano formalmente costituite, ma in fasi differenti di sviluppo.
Più della metà, pari al 56%, non ha ancora avviato la condivisione dell’energia ed è in attesa del completamento della procedura di riconoscimento presso il Gestore dei servizi energetici. Circa un quarto delle Cer è invece operativo, mentre il 20% è in attesa di riconoscimento.
Obiettivi ambientali e sociali
Le finalità delle comunità energetiche riguardano principalmente la riduzione delle emissioni e i benefici ambientali, indicati dal 71% dei soggetti coinvolti, seguiti dal contrasto alla povertà energetica e dalla diffusione della cultura energetica.
Accanto a questi obiettivi, una parte delle comunità punta anche a benefici economici diretti, come il risparmio in bolletta e il rafforzamento delle relazioni locali.
Distribuzione e modelli organizzativi
Le comunità risultano concentrate lungo l’asse della Via Emilia, con una presenza rilevante nelle province di Forlì-Cesena e Modena. Sul piano organizzativo prevale la forma dell’associazione non profit, mentre il modello di governance più diffuso è quello promosso da enti pubblici.
Le dimensioni restano contenute: circa la metà delle comunità conta fino a dieci membri e utilizza impianti di piccola scala, generalmente inferiori a 200 kW.
Finanziamenti e sviluppo
La Regione ha sostenuto lo sviluppo delle Cer con contributi per oltre 3,5 milioni di euro negli ultimi due anni. È attualmente attivo un nuovo bando da 2,5 milioni per la realizzazione e il potenziamento di impianti da fonti rinnovabili.
Secondo il vicepresidente regionale Vincenzo Colla, il sistema è in evoluzione e richiede strumenti di accompagnamento per consolidare la crescita e raggiungere gli obiettivi della transizione energetica.
Tempi e criticità
I tempi medi per la costituzione di una comunità energetica sono di circa due anni. Le principali difficoltà riguardano le fasi operative, come la realizzazione degli impianti e l’accesso agli incentivi.
Le comunità segnalano inoltre la necessità di maggiore supporto tecnico e finanziario, indicando nella semplificazione delle procedure e nella stabilità degli incentivi elementi decisivi per lo sviluppo del settore.
Il quadro regionale
Al 31 dicembre 2025 le comunità energetiche censite in Emilia-Romagna sono 104, di cui 98 con sede nella regione. Le comunità operative riconosciute dal Gestore dei servizi energetici sono 28.
Il numero complessivo delle Cer è cresciuto del 73% rispetto al 2024, confermando l’espansione di questo modello nel territorio regionale.











