Confindustria, sindacati e MiTE: presentato il manifesto “Lavoro ed energia per una transizione sostenibile”

Il documento verrà portato a Bruxelles ai ministri europei dell’Energia. Il ministro Cingolani: "Costituisce un passo decisivo, visto che ci stiamo avvicinando al ‘Fit For 55’ e, come Italia, ci piacerebbe andare con una posizione unita che rappresenta tutti. Abbiamo una finestra stretta, una decade, per impostare una traiettoria per portare questo Paese alla decarbonizzazione. Lavoriamo insieme perché, se si continua a fare ideologia, perdiamo tempo. Se andiamo troppo forte, è catastrofe sociale, se troppo lentamente è catastrofe ecologica"

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Un documento unico che costituisce un passo decisivo, visto che ci stiamo avvicinando al ‘Fit For 55’ e, come Italia, ci piacerebbe andare con una posizione unita che rappresenta tutti”. Lo ha affermato questa mattina a Roma il ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani, in occasione della presentazione del manifesto “Lavoro ed energia per una transizione sostenibile” di Confindustria Energia e dei sindacati, con il patrocinio del MiTE.

“La transizione – ha proseguito il ministro – è complessa tecnicamente, economicamente e socialmente. Abbiamo una finestra stretta, una decade, per impostare una traiettoria per portare questo Paese alla decarbonizzazione. Lavoriamo insieme perché, se si continua a fare ideologia, perdiamo tempo. Se andiamo troppo forte, è catastrofe sociale, se troppo lentamente è catastrofe ecologica. Ora mi sento più sicuro sapendo che chi produce lavoro e chi lo tutela sono d’accordo che su questi obiettivi c’è  un percorso difficile, ma chiaro. E’ il compromesso migliore”.
Il ministro ha chiesto che su ogni punto del Manifesto si scrivano due-tre progetti pilota da sviluppare entro la fine dell’anno.

Il documento sarà portato agli omologhi di Bruxelles in occasione della ministeriale Energia e Ambiente.

Alla presentazione del “Manifesto” è intervenuto anche il presidente del Consiglio Mario Draghi, secondo cui “La riconversione dei settori industriali tradizionali rappresenta un’occasione per l’Italia e per il suo tessuto imprenditoriale. Nella nostra storia, abbiamo saputo cogliere le opportunità delle rivoluzioni industriali, e sono sicuro che lo sapremo fare ancora”.

Ecco il manifesto:

Promuovere tutte le possibili soluzioni che, utilizzando strumenti e approcci dell’ecologia industriale, dimostrano le rispettive potenzialità di decarbonizzazione, adottando così una tassonomia inclusiva e tecnologicamente neutra, per favorire il ricorso a molteplici fonti e vettori rinnovabili e low-carbon e l’utilizzo di asset già disponibili, garantendo la sicurezza, la flessibilità e la competitività del sistema energetico in linea con i tempi necessari per la riconversione tecnologica e industriale

Traguardare una transizione equa e giusta, garantendo strumenti e risorse di compensazione dei costi della transizione per consumatori e imprese e per contrastare la povertà energetica attraverso un costo sostenibile dell’energia e allineato con i Paesi europei, assicurando l’accessibilità economica e sociale a soluzioni compatibili con gli obiettivi climatici attraverso campagne specifiche per orientare i cittadini verso un consumo responsabile

Sostenere una transizione «labour oriented» per il mantenimento e lo sviluppo dei livelli occupazionali in termini quantitativi e professionali con risorse e investimenti vincolati alla creazione di lavoro e occasioni di reimpiego

Valorizzare le Relazioni Industriali e Welfare con il ruolo della bilateralità, per individuare le soluzioni che meglio rispondano agli effetti e alle esigenze della transizione, potenziando le politiche passive di protezione del reddito e valorizzando le politiche attive del lavoro attraverso l’istituzione di un Fondo speciale pubblico per la transizione

Favorire un nuovo modello di cooperazione strutturata tra Scuola-Università-Ricerca, Industria, Istituzioni e Sindacati, con la creazione di una Cabina di Regia, per definire e implementare la strategia nazionale in ambito energetico e per favorire la condivisione del Know-how, la formazione e la creazione di nuove competenze

Garantire processi autorizzativi snelli ed efficaci e un adeguato sistema di governance che abbinati a nuove forme di dialogo con cittadini e comunità locali possano garantire certezza per gli investimenti della transizione e l’emersione di nuova occupazione green e circolare

Favorire la transizione verso l’economia circolare prevedendo la produzione di vettori energetici sostenibili attraverso iniziative di sinergia con il territorio locale e di simbiosi industriale e la valorizzazione dei processi di riuso e riciclo delle risorse

Sostenere investimenti in Ricerca e Sviluppo in ottica di rafforzamento e decarbonizzazione delle filiere italiane anche per anticipare le tendenze del mercato, con il coinvolgimento degli Enti di Ricerca, delle Università e delle Imprese per la generazione di brevetti, creazione di startup ad alto contenuto innovativo e trasferimento tecnologico

Prevedere premialità alle tecnologie più virtuose, anche attraverso la rimodulazione della fiscalità e politiche industriali adeguate, per favorirne l’implementazione e il rafforzamento delle filiere nazionali e della cooperazione internazionale, sviluppando la competitività e l’occupazione, anche esportando le nostre eccellenze tecnologiche

Promuovere l’efficientamento del partenariato pubblico-privato attraverso la condivisione delle strategie relative alla revisione della disciplina europea sugli Aiuti di Stato