Consiglio Ue conferma lo stop al 2035 per la vendita di auto diesel e benzina: “Decisione storica”

Nella notte tra il 28 e il 29 giugno, il Consiglio dei ministri Ue dell'Ambiente ha annunciato di aver raggiunto la storica intesa sul pacchetto di misure green 'Fit for 55' per il clima, che prevede tra le altre cose la riduzione del 100% delle emissioni di Co2 entro il 2035 per le nuove vetture, quindi di fatto lo stop alla vendita di veicoli endotermici. Sconfessata la paura che il voto in Plenaria all’Europarlamento non venisse confermato e che i ministri decidessero di posticipare lo stop al 2040

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Stop alla vendita di auto e furgoni a diesel e benzina entro il 2035, Bruxelles ha deciso. Nella notte tra il 28 e il 29 giugno, il Consiglio dei ministri Ue dell’Ambiente ha annunciato di aver raggiunto la storica intesa sul pacchetto di misure green ‘Fit for 55’ per il clima, che prevede tra le altre cose la riduzione del 100% delle emissioni di Co2 entro il 2035 per le nuove vetture, quindi di fatto lo stop alla vendita di veicoli endotermici. È stata dunque sconfessata la paura che il voto in Plenaria all’Europarlamento dell’8 giugno scorso non venisse confermato e che i ministri decidessero di posticipare lo stop al 2040, come chiesto anche dall’Italia. Invece voto confermato e blocco deciso.

Adesso possono iniziare i negoziati con il Parlamento europeo per raggiungere un accordo sui testi legislativi definitivi.

Soddisfatti gli ambientalisti, anche se con qualche riserva. Veronica Aneris, direttrice di Transport & Environment Italia ha commentato: “I governi europei hanno preso la storica decisione di porre fine alla vendita di auto e furgoni inquinanti. I trasporti sono la principale fonte di emissioni climalteranti e le automobili sono la parte più importante del problema. Quello di oggi è un enorme passo avanti per la lotta al cambiamento climatico. Ne beneficeranno anche la qualità dell’aria, la nostra indipendenza dal petrolio e la possibilità di rendere i veicoli elettrici più accessibili. Bisogna concentrarsi sulla capillare diffusione delle infrastrutture di ricarica, la riqualificazione dei lavoratori dell’industria automobilistica e la costruzione della filiera delle batterie sostenibili”.

Su richiesta di alcuni paesi, tra cui Germania e Italia, l’Ue ha lasciato una porta aperta per consentire l’uso in futuro di carburanti sintetici o ibridi plug-in. Inoltre è stata approvata una proroga di cinque anni dell’esenzione dagli obblighi di Co2 concessa ai produttori cosiddetti ‘di nicchia’, ovvero quelli che producono meno di 10.000 veicoli all’anno. La clausola, talvolta chiamata ‘emendamento Ferrari’, andrà a beneficio in particolare dei marchi del lusso.

Sull’eventuale utilizzo degli e-fuels T&E è molto critica: “Non dovremmo perdere altro tempo prezioso su questo tema. I carburanti sintetici non sono soluzioni adatte né utili per il settore automotive”.