Forti preoccupazioni del Consorzio Italiano Biogas per il Decreto Bollette

"La revisione del meccanismo dei prezzi minimi garantiti introdotta nel decreto rischia di compromettere la stabilità e il futuro delle aziende agricole produttrici di energia rinnovabile da biogas. Nelle settimane che hanno preceduto l’approvazione di questo decreto abbiamo sollecitato in più occasioni il Governo, e solleciteremo ora anche il Parlamento, per migliorare la norma relativa ai prezzi minimi garantiti per la produzione di biogas"

“La revisione del meccanismo dei prezzi minimi garantiti introdotta nel decreto, se non corretta nella formulazione, rischia di compromettere la stabilità e il futuro delle aziende agricole produttrici di energia rinnovabile da biogas. I nodi da sciogliere sono principalmente tre: l’obbligo imposto alle aziende verso la riconversione a biometano in assenza di una norma a supporto dedicata, il limite alle ore di producibilità soggette al meccanismo e soprattutto un tetto di spesa annuale alla misura, che rischia di essere insufficiente per garantire la continuità produttiva degli impianti”.

Così il Consorzio Italiano Biogas (CIB) a proposito del cosiddetto Decreto Bollette, approvato dal Consiglio dei Ministri

“Nelle settimane che hanno preceduto l’approvazione di questo decreto abbiamo sollecitato in più occasioni il Governo, e solleciteremo ora anche il Parlamento, per migliorare la norma relativa ai prezzi minimi garantiti per la produzione di biogas. Gli impianti agricoli non sono solo siti di produzione energetica, ma presidi fondamentali per la resilienza delle imprese agricole, la gestione sostenibile degli effluenti zootecnici e la tutela del suolo.”-  dichiara Piero Gattoni, Presidente CIB – “Pur condividendo la necessità di ridurre il costo dell’energia per cittadini e imprese, riteniamo che in questa fase si debbano tenere in considerazione gli investimenti che molte aziende agricole hanno avviato, anche grazie allo slancio proposto dal PNRR. Disperdere il patrimonio produttivo installato significa compromettere anche la potenziale produzione di biometano nazionale a favore dell’indipendenza energetica e la decarbonizzazione dei consumatori, specialmente dell’industria. Auspichiamo che il passaggio Parlamentare sia l’occasione per riconsiderare le previsioni proposte tenendo conto della nostra voce”.

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