Coordinamento Free: “Governo come Giano Bifronte, di giorno si afferma necessità delle rinnovabili, di notte le si bloccano”

Così Livio de Santoli a proposito della firma da parte del ministro della Cultura Dario Franceschini del ricorso della Soprintendenza di Siena, Grosseto e Arezzo contro la realizzazione della centrale geotermoelettrica in Val di Paglia. "Non è possibile sentire Mario Draghi affermare che il suo Governo sta sbloccando le rinnovabili e ritrovarsi la notte con il ministro della Cultura Dario Franceschini che blocca gli impianti innovativi in aree industriali"

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Foto di WikiImages da Pixabay

Arrivano le critiche del Coordinamento Free contro la firma da parte del ministro della Cultura Dario Franceschini del ricorso della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Siena, Grosseto e Arezzo alla Presidenza del Consiglio dei Ministri contro la realizzazione della centrale geotermoelettrica in Val di Paglia. «Ora si bloccano anche gli impianti a fonti rinnovabili in aree industriali », ha detto il Presidente del Coordinamento FREE, Livio de Santoli. «Il Governo non può e non deve essere un Giano Bifronte per quanto riguarda le fonti rinnovabili. Non è possibile sentire il presidente del Consiglio Mario Draghi affermare che il suo Governo sta sbloccano le rinnovabili e che sono essenziali per il futuro del Paese, anche di fronte alla crisi Ucraina di giorno e ritrovarsi la notte con il ministro della Cultura Dario Franceschini che addirittura blocca gli impianti innovativi che sorgono in zone industriali».

«Si tratta di un impianto, quello in Val Paglia – prosegue Livio de Santoli – che è stato autorizzato da tutte le istituzioni competenti, inclusa la VIA, che è fortemente voluto dall’amministrazione del Comune di Abbadia San Salvatore e che potrebbe rappresentare un punto di svolta nelle tecnologie geotermoelettriche per una nuova era della generazione elettrica, senza emissioni in atmosfera grazie a un innovativo sistema a ciclo binario a reiniezione totale sia della fase gassosa che di quella del fluido geotermico. Sul fronte paesaggistico, l’occupazione di suolo è di circa 1,5 ettari in area industriale, mentre la potenza elettrica è di 10 MW alla quale si associano 20 MW termici che saranno ceduti alle attività industriali della zona che ne faranno richiesta. Autorevoli studi sul ciclo di vita dimostrano che gli impatti sull’ambiente sono notevolmente migliori rispetto alla media dei sistemi produttivi nazionali. Con questa decisione oltre che al contrasto ai cambiamenti climatici si va anche contro lo sviluppo tecnologico».

«Questo impianto è particolarmente significativo – continua Livio de Santoli – perché si tratta del primo in Italia, mentre ce ne sono a decine nel mondo, a utilizzare il ciclo binario con il quale si preleva solo il calore necessario alla produzione energetica, mentre i fluidi geotermici sono reiniettati nella falda di provenienza, senza emissioni in atmosfera e senza squilibri della falda stessa e che potrebbe diventare uno standard a basso impatto per utilizzare la fonte geotermica in Toscana e altre zone d’Italia».