Coordinamento Free: “Il ministro Cingolani ci stupisca e dia via libera a decreti sulle comunità energetiche”

"Non bastano le buone intenzioni e le parole. Sulle comunità energetiche bisogna passare ai fatti, co concretezze e rapidità - dichiara il Presidente del Coordinamento FREE, Livio de Santoli - Per questo motivo abbiamo firmato l'appello per le Comunità energetiche rinnovabili (Cer) pubblicato oggi sui media"

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“Non bastano le buone intenzioni e le parole. Sulle comunità energetiche bisogna passare ai fatti, co concretezze e rapidità – dichiara il Presidente del Coordinamento FREE, Livio de Santoli – Per questo motivo abbiamo firmato l’appello per le Comunità energetiche rinnovabili (Cer) pubblicato oggi sui media”.

“Non è più il tempo delle affermazioni generiche, come quelle del ministro della Transizione Ecologica Roberto Cingolani che non più tardi di una settimana ad Aosta ha detto che “le comunità energetiche sono una grandissima risorsa” senza fare seguire alle parole i fatti. –  prosegue Livio de Santoli – I fatti sono l’emanazione dei decreti attuativi per le Cer che sono necessari per dare certezze ai tanti cittadini che non attendono altro, per avviarsi verso un percorso virtuoso fatto di decarbonizzazione, di risparmio economico e di socializzazione dell’energia. Tre ingredienti dei quali in questa fase l’Italia ha assoluta necessità”. 

I decreti attuativi per le Cer erano attesi per il mese di marzo che poi ora sono attesi per settembre, ma voci interne al governo ci hanno riferito che potrebbero arrivare verso la fine dell’anno. – conclude Livio de Santoli – Si tratta di un ritardo intollerabile che farebbe partire i processi di formazione delle Cer impedendo ai cittadini d’organizzarsi per fare fronte al caro bollette che di sicuro di accompagnerà per tutto il 2023. Quindi chiediamo al ministro Cingolani che ci “stupisca” dando un’accelerata alla promulgazione dei decreti attuativi delle Cer che oltre a essere uno strumento per la decarbonizzazione sono anche un valido aiuto nella lotta contro la povertà, condizione verso la quale il gas fossile a 170 euro a MWh sta spingendo migliaia di famiglie”.