Martedì 10 marzo il Parlamento europeo ha adottato la sua relazione sull’edilizia abitativa, proponendo “soluzioni per garantire alloggi dignitosi, sostenibili e accessibili”, recita una nota. Lo European Environmental Bureau però avverte che le proposte sono lontane dalla “leadership necessaria per affrontare profondamente la crisi abitativa, che è anche una crisi energetica e climatica.
“La relazione del Parlamento contiene alcuni elementi positivi – spiega l’Eeb – come la richiesta di fondi per la ristrutturazione, nonché misure per monitorare l’uso degli edifici e incentivi per la riduzione dei posti vacanti, riconoscendo che possiamo costruire senza occupare nuovi terreni. Ma alla fine il testo non riesce a fornire il cambiamento di paradigma che il comitato consultivo per gli alloggi della Commissione Ue ha chiesto nel novembre 2025. In modo simile al piano per gli alloggi a prezzi accessibili della Commissione, il rapporto dà la priorità a una costruzione più rapida con un ‘pacchetto di semplificazione abitativa’, che rischia di indebolire le leggi sulla salute e sulla natura nonostante gli edifici siano il settore europeo con la maggiore impronta ambientale”.
“I cittadini europei hanno bisogno di leggi sull’edilizia abitativa e sull’energia che siano messe in atto non più semplificazioni – ha affermato Sonja Leyvraz, Policy Officer di Eeb – Le crisi abitative ed energetiche di oggi derivano da un mercato scarsamente regolamentato che dà la priorità al profitto rispetto all’accessibilità e alla sostenibilità. Abbiamo bisogno di rafforzare e utilizzare gli strumenti legali che abbiamo, in modo che l’Europa possa fornire case di alta qualità, efficienti dal punto di vista energetico e decarbonizzate, con forti garanzie per proteggere le famiglie vulnerabili”.
Il sondaggio Eurobarometer 2025 ha rilevato che la mancanza di alloggi a prezzi accessibili è il problema più urgente per le persone che vivono in città, con l’88% che crede che i lavori di ristrutturazione energetica potrebbero migliorare l’accessibilità. Eppure la relazione adottata dal Parlamento fa poco per sostenere i diritti degli inquilini o frenare la finanziarizzazione degli alloggi, nonostante le raccomandazioni delle organizzazioni sociali e ambientali.











