Crisi climatica, Wwf: dal report Wmo nuovo allarme rosso

Wwf Italia commenta il rapporto dell'Organizzazione meteorologica mondiale sullo stato del clima: lo squilibrio energetico è il più alto in 65 anni e gli ultimi 11 sono stati i più caldi della storia. Midulla: "Gli elementi di preoccupazione sono evidenti ma vengono ignorati dalla politica. Così come le soluzioni, che porterebbero benefici non solo ambientali, come l’abbassamento delle tensioni geopolitiche. Ma c'è bisogno di cooperazione per affrontare insieme la crisi climatica". Il 28 marzo dalle 20:30 è prevista la mobilitazione globale Earth Hour

Crisi climatica

“È l’ennesima prova di una crisi climatica che preoccupa i cittadini, ma che viene ignorata dalla politica”. Così Wwf Italia commenta il nuovo rapporto sullo stato del clima pubblicato il 23 marzo dall’Organizzazione meteorologica mondiale (Wmo). “È un quadro estremamente preoccupante – sottolinea Mariagrazia Midulla, responsabile Clima ed Energia di WWF Italia – ma del resto gli elementi di preoccupazione sono davanti agli occhi di tutti”.

Midulla ricorda infatti che, in questo momento, gli Stati Uniti sono attraversati da eventi climatici estremi. “Ad esempio – dice Midulla – in questi giorni una cupola di calore ha portato sulle regioni a ovest temperature estive impensabili per marzo e ora si sposterà sulle regioni centrali. Ma anche le alluvioni estreme alle Hawaii o le nevicate anomale in Alabama”.

Ma la crisi climatica si manifesta con eventi estremi in tutto il mondo: “Come sempre – continua l’esperta -, l’emergenza provoca i danni maggiori e più difficili da superare nei Paesi meno responsabili dell’aumento dei gas serra, ma anche meno in grado di far fronte agli impatti, a cominciare da quelli sui sistemi alimentari mondiali”.

Secondo Wwf Italia, i cittadini sono preoccupati indipendentemente dal loro colore politico: “Eppure – sottolinea ancora Midulla -, la politica pare cercare di mettere la crisi climatica in sordina, invece di accelerare l’azione. Nonostante il cambiamento e la trasformazione necessari per abbattere le emissioni di gas serra, a cominciare dall’abbandono dei combustibili fossili, potrebbero essere il lasciapassare anche per l’abbassamento delle tensioni geopolitiche e la pacificazione”.

La crisi climatica va affrontata tramite la cooperazione

La responsabile Clima ed Energia di Wwf Italia chiude denunciando la mancanza d’azione, complice della scarsa cooperazione: “Il problema si conosce e si dimostra sempre più serio. Anche le soluzioni si conoscono e dal punto di vista economico e geopolitico sono disponibili da subito: le rinnovabili e gli accumuli sono anche vantaggiosi sotto numerosi punti di vista, non solo quello ambientale. Manca però la capacità di fare squadra e affrontare tutti insieme una sfida impegnativa, certo, ma mai quanto le conseguenze del non agire. La crisi climatica sta già minando la stabilità economica, la salute pubblica e la sicurezza globale: tagliare i combustibili fossili è l’unico modo per invertire questa tendenza e ricominciare a immaginare un futuro di armonia”.

Le emissioni derivanti dalla combustione di carbone, petrolio e gas sono di gran lunga il principale fattore del riscaldamento globale, mentre l’estrazione e le infrastrutture danneggiano gli ecosistemi e spingono la natura al limite. La posizione di Wwf è chiara: fare di tutto per limitare il riscaldamento globale a 1,5 °C rispetto all’era pre-industriale, programmando in modo serio la completa eliminazione dei combustibili fossili, non già lo spostamento della produzione da un fornitore inquinante a un altro.

Anche per quest’anno, l’associazione invita cittadini, aziende e istituzioni a unirsi alla mobilitazione globale Earth Hour, l’Ora della Terra, arrivata alla sua 20esima edizione. Sabato 28 marzo dalle 20:30 in tutto il mondo le persone spegneranno le luci per un’ora con l’obiettivo, attraverso questo gesto simbolico ma potente, di accendere l’attenzione sulla crisi climatica e sul futuro del Pianeta.  Il messaggio è chiaro: insieme si può affrontare la crisi climatica.

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